3.8 AVERAGE


This is one of those books that sticks with you for years. I read it in college, but have gone back to it a few times since. I have widely recommended this book to others that are simply interested the time period.
adventurous inspiring reflective sad tense medium-paced
Plot or Character Driven: Plot
Strong character development: No
Loveable characters: Yes
Diverse cast of characters: N/A
Flaws of characters a main focus: No

“No, Bepi,” dissi camminando lungo i reticolati,
“tra quindici giorni non finirà. Forse tra quindici mesi. Questi crucchi hanno la testa dura e non capiscono; dureranno fino alla fine di tutto. Non devi avere rimorsi per quello che hai intenzione di fare; non è tradimento; all’otto settembre il re è scappato e i generali hanno perso la testa. I traditi siamo stati noi. Il primo a sparare contro i tedeschi, ricordi, è stato il nostro cuciniere. E ci è rimasto. E queste reclute affamate e rimbambite, quando sarai fuori di qui, tienitele vicine, istruiscile ad arrangiarsi per vivere... un giorno o l’altro la finirà no?”
“La finirà sì, can de l’ostia di Hitler! E quando arriverò a Treviso voglio fare una bevuta da ubriacare il mondo”.

“Ritorno sul Don” p. 246.

•”Il Sergente nella Neve”: Inverno 1942. La guerra sta ormai per cedere il passo all’armistizio che verrà firmato l’8 settembre del 1943. Ma per gli italiani barricati in trincea in Russia, in mezzo alla neve, ai pidocchi, alle armi, la fine pare essere ancora tanto lontana. Le ultime rappresaglie, le ultime vittime (così tragicamente ironiche ad un soffio dalla fine) e poi l’ordine di ritirata. E così inizia la lunga marcia del ritorno verso casa dalla Russia all’Italia. A piedi. In mezzo alla neve. Il difficile in realtà comincia ora. Mario Rigoni Stern scrive questo romanzo breve in un lager tedesco nell’inverno del 1944. Una narrazione stanca, esausta, disposta ad attaccarsi a qualsiasi ricordo, anche il più banale, pur di mantenere la ragione. Una narrazione che consente al lettore di immergersi nella Russia degli anni ‘40 se pure sempre con uno stile delicato e mitigato. Dopo mesi di violenze, di battaglie, di sofferenze, Mario Rigoni Stern cerca disperatamente la pace, l’umanità. E così sulla strada del ritorno, i Russi, che erano fino a poco tempo fa i nemici giurati, diventano alleati, protettori, benefattori, amici, compagni. Personalmente non sono riuscita ad empatizzare con il narratore. L’ho letto come un resoconto di ricordi di guerra interessante e intenso.

•”Ritorno Sul Don”: Una raccolta di racconti che unisce il ritorno dalla Russia alla Resistenza, al ritrovo dei propri compagni, dispersi, persi di vista o sopravvisuti e soprattutto al ritorno in Russia. È un’edizione a ringkomposition. Significativamente si apre in Russia nel vivo della guerra e si chiude sempre là, in Russia, in un contesto di serenità, pace e amicizia tra popoli. Ritornare per riuscire a riappacificarsi con il passato, ritornare per riuscire a dare un senso a tutto, ritornare per affrontare i fantasmi del passato. Dove prima c’era desolazione, morte, proiettili, armi e distruzione, Mario Rigoni Stern vede pace, vita, rinascita e ammirazione, ammirazione nel sorriso di una donna russa che riconoscendolo come italiano si emoziona. Quest’ultimo mi ha coinvolta decisamente di più, sebbene io abbia mantenuto lo stesso distacco, alcuni ricordi hanno saputo emozionarmi.
dark emotional informative reflective medium-paced
Plot or Character Driven: Plot
Strong character development: Complicated
Loveable characters: Complicated
Diverse cast of characters: Yes
Flaws of characters a main focus: No

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“.. erano vuote le tane, vuote di tutto ed io ero come le tane.”

Molto ben scritto. Le immagini mi sorprendono. Così come la tenacia del soldato che seppur vuoto come le tane abbandonate nella ritirata, continua ad andare avanti, “un passo dietro l’altro. Un passo dietro l’altro.”

“Che giorno sarà oggi? Vedo che c’è un bel sole. [...] Giornate piene di speranza. [...] Cantiamo tranquillamente e con convinzione, e non siamo pazzi.”
adventurous dark emotional reflective sad fast-paced
Plot or Character Driven: Plot
Strong character development: Complicated
Loveable characters: Complicated
Diverse cast of characters: No
Flaws of characters a main focus: Yes
challenging dark emotional inspiring tense medium-paced
Plot or Character Driven: Character
Strong character development: Yes
Loveable characters: Yes
Diverse cast of characters: Complicated
Flaws of characters a main focus: Complicated
dark funny sad medium-paced

The most poetic, evocative account of combat that I have read. Stunning.

3.5/5
informative reflective medium-paced