Take a photo of a barcode or cover
emotional
tense
medium-paced
It's an interesting moral story, but MAN is it depressing! That poor child!
E anche questo mese abbiamo raggiunto due libri finiti! Molto, molto emozionata e fiera.
"Madame Bovary" di Flaubert, questo classico sconvolgente per la sua epoca, questo libro audace è stato... un'esperienza. La storia di questa donna bellissima di campagna che si sposa con un uomo che scopre di non amare profondamente, e che decide di abbandonarsi al piacere della vita di scoprire cosa c'è fuori da quell'orto che è un matrimonio tranquillo, e affondare tutta sé stessa in relazioni rischiose ed extraconiugali, distruttrice di un matrimonio che trova problemi silenziosi già di principio è stata meno coinvolgente di quanto sperassi. Ho inteso il contesto, e capito quanto fosse 'scandaloso' per l'epoca leggere di una donna che, infelice per un matrimonio sereno, inizia a desiderare altre passioni più cocenti. La trama è la storia di questa donna, della sua bellezza, della sua noia, della sua personalità spiccata e indomita per il periodo, delle sue passioni, passioni sfrenate e fugaci di cui lei si imbeve, e poi una sfilata di uomini che la deludono, che la fanno impazzire, che la fanno dolere, che la portano all'esasperazione, al disgusto, alla noia, alla morte. Emma Bovary è sicuramente una personalità spiccata, una donna in continuo conflitto con sé stessa, ammalata, delusa, ma anche folle in amore, in questi amori folli che trascina sperando sempre in un lieto fine che non arriva: la conosci all'inizio così ingenua e desiderosa di scoprire la vita e ciò che la coinvolge, e più leggi le sue disfatte con chi sogna e con il suo primo amante, più diventa desolata, più non sa credere nella gioia, nel futuro - e questo fa già intendere che non ci può essere altro finale per una donna che viene illusa da sogni che in realtà si rivelano nefasti e vuoti. Capisci che quei debiti che lei ha causato e che lei impegna anche di ripagare in ogni modo non troveranno mai un vero compenso, è qualcosa di troppo grande, che lascia fluire nella completa disperazione, nell'atto estremo, nella tragedia che diventa questo libro verso il finale.
La prima parte ingrana veramente poco: purtroppo non mi ha preso, poco interessante, molto introduttiva di tanti personaggi e del cambio di città (da Rouen a Yonville se non sbaglio) ed è stata veramente poco di impatto: sono per lo più fantasie di Emma, l'inizio del suo matrimonio che si rivelerà per la donna un fastidio, la malattia nutrita per il Visconte che forse nemmeno la ricorda ma che sarà l'inizio delle sue voglie di conoscere l'adulterio e trarne i migliori dei piaceri. Anche la parte di Rodolphe è stata poco d'impatto ma fondamentale per la trama: questo amore e questa disillusione sono devastanti e cambiano Emma profondamente, iniziando a farla tracollare nei debiti. La seconda metà invero diventa molto più interessante: vedi Emma che si riprende, che cerca di andare avanti, di trovare altre occupazioni, di risolvere in qualche modo il guaio delle cambiali - poi arriva Leòn e lei per un po' rinasce, ama di nuovo, ma non come prima, è un amore folle sempre, ma più maturo, più sofferto, consapevole di non avere speranze. Chi le sta attorno la vede come una donna bella e sposata, e per questo estremamente pericolosa: una donna che sa affascinare proprio per il suo essere irraggiungibile. Poi iniziano i guai con le cambiali: gli ottomila franchi sono l'ultimo ostacolo a quella vita, quello più invalicabile e più sofferto, e l'arsenico diventa l'arma per liberarsi da quel peso impossibile da colmare, dalle continue umiliazioni che subisce: gli adulteri che commette, gli sbagli e il disgusto che commette e prova verso il marito non sono una giustificazione alle umiliazioni che subisce da Leòn, dal notaio e da Rodolphe, che hanno usato l'amore di lei e non le hanno restituito nemmeno la certezza di un'amicizia: ormai persa, l'unica cosa che resta ancora sua di quel corpo umiliato e solo è proprio il suicidio, che la libera dalla materialità terrena che ha sempre desiderato, dai vizi di cui si è cosparsa, e in una morte lenta e atroce la toglie dal mondo. Una trama davvero importante e significativa questa della seconda parte, e che ho apprezzato davvero molto rispetto alla prima: è grazie a questa se ho rivalutato molto il romanzo. Di personaggi, Emma ne ho parlato abbastanza secondo me: è davvero controversa, ho amato il suo leggere di tutto, mettere vestiti da uomo, fumare, e buttarsi appieno nell'amore per i suoi amanti. Charles Bovary, il marito, ha una profonda stima e compassione per me: si innamora follemente di lei, cerca di viziarla il più possibile e di farle vivere nel miglior agio nonostante il suo lavoro, e davanti la sua cecità nei comportamenti di lei, anche quando scopre di tutti i tradimenti, ormai troppo tardi, ormai che la moglie è morta, non nutre nemmeno più rancore: attende solo la pace eterna, che fortunatamente arriva presto per farlo finalmente riposare dall'inferno vissuto per colpa di una donna che non avrebbe mai potuto capire. Rodolphe è un manipolatore seriale e da qui si nota l'ingenuità di Emma Bovary che non capisce che ha di fronte un uomo che non la amerà mai davvero, ma di cui condivide solo le notti, il brivido di un tradimento, il brivido di possedere una donna già sposata. Homais è un altro approfittatore seriale insieme a Lheureux, che non spreca un attimo per speculare il più possibile su far contrarre debiti ai Bovary senza avvertirli di nulla pur di accrescere il proprio interesse: vincono loro alla fine, perché la vita è così, perché chi commette errori come Emma Bovary che è una donna persa e sola non ha nessuno al proprio fianco, e la sua ingenuità e i suoi capricci vengono infine puniti.
Lo stile è forse la parte migliore di questo romanzo che probabilmente rileggerò in francese: certe frasi mi hanno davvero sorpresa positivamente, mi hanno fatto pensare "Che bello che lo sto leggendo", come
"Se le nostre sofferenze potessero servire a qualcuno, ci si potrebbe consolare pensando all'utilità del sacrificio"
o
"Dopo la morte di un essere umano, si sprigiona sempre un senso di stupore tanto è difficile capacitarsi di questo sopravvenire del nulla e rassegnarsi a credervi"
Ho amato questo classico? Sì, ma non lo definirei uno dei miei preferiti, perché ormai non vedo nulla di scandaloso, ma semplicemente colpevoli, vittime e destini crudeli. Un romanzo invecchiato un po' troppo per me, ma godibile.
Voto: 3,9/5,00.
"Madame Bovary" di Flaubert, questo classico sconvolgente per la sua epoca, questo libro audace è stato... un'esperienza. La storia di questa donna bellissima di campagna che si sposa con un uomo che scopre di non amare profondamente, e che decide di abbandonarsi al piacere della vita di scoprire cosa c'è fuori da quell'orto che è un matrimonio tranquillo, e affondare tutta sé stessa in relazioni rischiose ed extraconiugali, distruttrice di un matrimonio che trova problemi silenziosi già di principio è stata meno coinvolgente di quanto sperassi. Ho inteso il contesto, e capito quanto fosse 'scandaloso' per l'epoca leggere di una donna che, infelice per un matrimonio sereno, inizia a desiderare altre passioni più cocenti. La trama è la storia di questa donna, della sua bellezza, della sua noia, della sua personalità spiccata e indomita per il periodo, delle sue passioni, passioni sfrenate e fugaci di cui lei si imbeve, e poi una sfilata di uomini che la deludono, che la fanno impazzire, che la fanno dolere, che la portano all'esasperazione, al disgusto, alla noia, alla morte. Emma Bovary è sicuramente una personalità spiccata, una donna in continuo conflitto con sé stessa, ammalata, delusa, ma anche folle in amore, in questi amori folli che trascina sperando sempre in un lieto fine che non arriva: la conosci all'inizio così ingenua e desiderosa di scoprire la vita e ciò che la coinvolge, e più leggi le sue disfatte con chi sogna e con il suo primo amante, più diventa desolata, più non sa credere nella gioia, nel futuro - e questo fa già intendere che non ci può essere altro finale per una donna che viene illusa da sogni che in realtà si rivelano nefasti e vuoti. Capisci che quei debiti che lei ha causato e che lei impegna anche di ripagare in ogni modo non troveranno mai un vero compenso, è qualcosa di troppo grande, che lascia fluire nella completa disperazione, nell'atto estremo, nella tragedia che diventa questo libro verso il finale.
La prima parte ingrana veramente poco: purtroppo non mi ha preso, poco interessante, molto introduttiva di tanti personaggi e del cambio di città (da Rouen a Yonville se non sbaglio) ed è stata veramente poco di impatto: sono per lo più fantasie di Emma, l'inizio del suo matrimonio che si rivelerà per la donna un fastidio, la malattia nutrita per il Visconte che forse nemmeno la ricorda ma che sarà l'inizio delle sue voglie di conoscere l'adulterio e trarne i migliori dei piaceri. Anche la parte di Rodolphe è stata poco d'impatto ma fondamentale per la trama: questo amore e questa disillusione sono devastanti e cambiano Emma profondamente, iniziando a farla tracollare nei debiti. La seconda metà invero diventa molto più interessante: vedi Emma che si riprende, che cerca di andare avanti, di trovare altre occupazioni, di risolvere in qualche modo il guaio delle cambiali - poi arriva Leòn e lei per un po' rinasce, ama di nuovo, ma non come prima, è un amore folle sempre, ma più maturo, più sofferto, consapevole di non avere speranze. Chi le sta attorno la vede come una donna bella e sposata, e per questo estremamente pericolosa: una donna che sa affascinare proprio per il suo essere irraggiungibile. Poi iniziano i guai con le cambiali: gli ottomila franchi sono l'ultimo ostacolo a quella vita, quello più invalicabile e più sofferto, e l'arsenico diventa l'arma per liberarsi da quel peso impossibile da colmare, dalle continue umiliazioni che subisce: gli adulteri che commette, gli sbagli e il disgusto che commette e prova verso il marito non sono una giustificazione alle umiliazioni che subisce da Leòn, dal notaio e da Rodolphe, che hanno usato l'amore di lei e non le hanno restituito nemmeno la certezza di un'amicizia: ormai persa, l'unica cosa che resta ancora sua di quel corpo umiliato e solo è proprio il suicidio, che la libera dalla materialità terrena che ha sempre desiderato, dai vizi di cui si è cosparsa, e in una morte lenta e atroce la toglie dal mondo. Una trama davvero importante e significativa questa della seconda parte, e che ho apprezzato davvero molto rispetto alla prima: è grazie a questa se ho rivalutato molto il romanzo. Di personaggi, Emma ne ho parlato abbastanza secondo me: è davvero controversa, ho amato il suo leggere di tutto, mettere vestiti da uomo, fumare, e buttarsi appieno nell'amore per i suoi amanti. Charles Bovary, il marito, ha una profonda stima e compassione per me: si innamora follemente di lei, cerca di viziarla il più possibile e di farle vivere nel miglior agio nonostante il suo lavoro, e davanti la sua cecità nei comportamenti di lei, anche quando scopre di tutti i tradimenti, ormai troppo tardi, ormai che la moglie è morta, non nutre nemmeno più rancore: attende solo la pace eterna, che fortunatamente arriva presto per farlo finalmente riposare dall'inferno vissuto per colpa di una donna che non avrebbe mai potuto capire. Rodolphe è un manipolatore seriale e da qui si nota l'ingenuità di Emma Bovary che non capisce che ha di fronte un uomo che non la amerà mai davvero, ma di cui condivide solo le notti, il brivido di un tradimento, il brivido di possedere una donna già sposata. Homais è un altro approfittatore seriale insieme a Lheureux, che non spreca un attimo per speculare il più possibile su far contrarre debiti ai Bovary senza avvertirli di nulla pur di accrescere il proprio interesse: vincono loro alla fine, perché la vita è così, perché chi commette errori come Emma Bovary che è una donna persa e sola non ha nessuno al proprio fianco, e la sua ingenuità e i suoi capricci vengono infine puniti.
Lo stile è forse la parte migliore di questo romanzo che probabilmente rileggerò in francese: certe frasi mi hanno davvero sorpresa positivamente, mi hanno fatto pensare "Che bello che lo sto leggendo", come
"Se le nostre sofferenze potessero servire a qualcuno, ci si potrebbe consolare pensando all'utilità del sacrificio"
o
"Dopo la morte di un essere umano, si sprigiona sempre un senso di stupore tanto è difficile capacitarsi di questo sopravvenire del nulla e rassegnarsi a credervi"
Ho amato questo classico? Sì, ma non lo definirei uno dei miei preferiti, perché ormai non vedo nulla di scandaloso, ma semplicemente colpevoli, vittime e destini crudeli. Un romanzo invecchiato un po' troppo per me, ma godibile.
Voto: 3,9/5,00.
2.61 overall
2.6 for the writing
2.63 for the story
This book was dreadfully boring most of the time, boring, but not dreadfully so half the time, and decent for very little of the time.
The author is far too verbose and spends too much time on things that are not very relevant to the plot of the story. It felt like I was reading the essay of a college student who's finished with his paper but is still a few pages short of the word count minimum so he/she/they add tons of superfluous information just for the sake of meeting the required word count.
The plot of the story itself is rather trite. The entirety of the book can be summed up thusly:
Married woman is not happy with husband or social status, despite having a very loving husband and being fairly well to do, and instead cheats on husband with two different men, bankrupts him through her insatiable desire for the finer things in life, and indirectly kills him due to the heartbreak she caused him.
2.6 for the writing
2.63 for the story
This book was dreadfully boring most of the time, boring, but not dreadfully so half the time, and decent for very little of the time.
The author is far too verbose and spends too much time on things that are not very relevant to the plot of the story. It felt like I was reading the essay of a college student who's finished with his paper but is still a few pages short of the word count minimum so he/she/they add tons of superfluous information just for the sake of meeting the required word count.
The plot of the story itself is rather trite. The entirety of the book can be summed up thusly:
Married woman is not happy with husband or social status, despite having a very loving husband and being fairly well to do, and instead cheats on husband with two different men, bankrupts him through her insatiable desire for the finer things in life, and indirectly kills him due to the heartbreak she caused him.
slow-paced
Plot or Character Driven:
A mix
Strong character development:
Complicated
Loveable characters:
No
Diverse cast of characters:
No
Flaws of characters a main focus:
Yes
I listened to every word of this book. I could follow what was happening in the moment but as soon as I paused it I forgot every single detail I just read. I literally couldn’t tell you the plot of this book. I know there was a Charles and an Emma. And madam B. And madam B sr. That’s all I’ve got. It was so uncaptivating. Except as I was following along I never felt it was terrible. It just didn’t stick. I have never had this happen with a book.
This seems like one of the very earliest books by men (about a woman) who doesn’t actually like women all that much.
emotional
reflective
sad
slow-paced
Strong character development:
Yes
Flaws of characters a main focus:
Yes
dark
emotional
medium-paced
Plot or Character Driven:
Character
Strong character development:
Yes
Loveable characters:
No
Diverse cast of characters:
No
Flaws of characters a main focus:
Yes
slow-paced
Charles deserved so much more and so much better than Emma