359 reviews for:

Last Seen Leaving

Caleb Roehrig

3.64 AVERAGE


I really enjoyed this book! It was gnarly and engaging and so easy to slip into.

I thought the ending was not that fantastic (not good, not bad) but then then the ENDING ending - what a twist. I actually loved the way Roehrig rounded it all out.

I really enjoyed this book. It had a lot of twists and turns throughout the book and left me guessing until the end.

what I really want to know is: why are more people not reading this book?

I have lots of thoughts but its 1:30am and I have class tomorrow...

basically this book is a wild ride and managed to surprise me a many of times!

Even though this was predictable in the "secret" that Flynn was holding on to when his girlfriend January disappeared I did find myself pulled into the story. While Flynn is trying to discover what happened to her, he finds himself looking at her newly rich father-in-law. It would destroy his political aspirations so did he get rid of her for being wild and unpredictable.

Flynn finds so many secrets from her co-workers and schoolmates, and all of them are contradictory. Flynn learns he didn't really know January at all, so how can he find her killer. While I find at times I could guess where the story was going, I think how the secrets were revealed were excellent and other story points were handled well. It kept me engaged and wanting to keep reading.

I received a free copy from the publisher via NetGalley in exchange for an honest review.

OKAY, this was better than I expected. I love that there aren't any distinct hints in the description of the book that show Flynn or January's secrets. It's great. Also: new S H I P.
[4.5/5]
challenging dark emotional medium-paced
Plot or Character Driven: A mix
Strong character development: Yes
Loveable characters: Yes
Diverse cast of characters: Yes
Flaws of characters a main focus: Yes
dark emotional mysterious medium-paced
Plot or Character Driven: A mix
Strong character development: Yes
Loveable characters: Complicated
Diverse cast of characters: Yes
Flaws of characters a main focus: Complicated

Intriguing until the end.

This was everything I wanted and more. Full review to come closer to publication date. If you want an amazing thriller with brilliant plot twists and LGBT+ themes then I can't recommend this enough.

Pre-order a copy here!

Without a trace of bitterness, I silently hoped he got frostbite and lost his ears”.

Pensavo che mi sarebbe piaciuto molto di più.
Peccato.

Non è stato un brutto libro, non c’è niente di troppo stupido e irreale da farti storcere il naso, non c’è niente di sbagliato. Solo non è un granchè. Non c‘è un vero e proprio mistero nonostante neppure noi conosciamo il motivo per cui January sia sparita, ne conosciamo chi, eventualmente, l’abbia aiutata/fatta sparire. Il mistero alla fine viene risolto per metà, si, scopriamo che fine ha fatto la ragazza e i motivi, scopriamo chi è stato e sappiamo che verrà punito ma per il resto? Non c’è alcuna spiegazione del perché, per esempio, January abbia raccontato così tante bugie ai suoi amici, al suo fidanzato, al suo collega di lavoro. Alla fine del libro January è esattamente come all’inizio. Ha detto così tante bugie a tutti che non sappiamo quale sia il suo vero carattere o la sua vera personalità. Nonostante i flashback, che immagino dovessero aiutarci a provare empatia per lei e a farcela piacere, la poveretta resta sempre un personaggio unidimensionale che serve solo ai fini della ‘crescita’ di Flynn. 
Viene fatto capire che la sua famiglia sapeva della sua situazione, e quindi del motivo della sua fuga, però non vediamo mai un confronto, un ammissione, nulla. In un certo senso sono anche loro tre responsabili eppure il libro non si sofferma mai su di loro. Non ne parla.
È stato anche un mistery mediocre proprio per il fatto che, ammettiamolo, si era capito fin dal primo capitolo che January non era davvero scomparsa, o che comunque non era stata una sua decisione. Anche qui però vengono lasciati indizi talmente ovvi e plateali per far pensare che il responsabile fosse il suo patrigno che ha avuto invece l’effetto contrario. Erano tutti e tutto così contro di lui che era ovvio che il vero colpevole non potesse essere lui, mi spiego? Addirittura Flynn origlia casualmente una conversazione tra lui e il suo collega dove tutto sembra indicare che sappiano più di quello che dicono. E questi due, con la villa piena di volontari che cercano January si mettono a gridare. Va bene che la casa è grande ma, dai. Il figlio poi che dice a Flynn, che resta comunque l’ex ragazzo della sorellastra, che January era una poco di buono che ci provava con suo padre, che aveva simulato un pompino con una banana davanti a lui. Ora, ci può stare che lei lo abbia fatto veramente ma che lui glielo dica? Per cosa poi, per spingere ancora di più ogni sospetto sul patrigno? Non funziona così. Un romanzo giallo è tale perché il lettore con gli indizi forniti dall’autore deve provare a capire da solo chi è il colpevole, e anche se alla fine spunta fuori che è stato il maggiordomo, almeno fammici provare. Qui non se ne ha la possibilità perché non vengono mai dati indizi neutrali, tutto ciò che viene detto, suggerito, fatto trapelare, porta tutto a far sospettare la persona sbagliata. Ma d’altra parte non si può nemmeno sospettare di qualcun’altro perché il vero colpevole, prima del finale, appare due volte, dice letteralmente solo due battute che non ti fanno sospettare nulla perché non sono inerenti al caso. La prima volta dice a Flynn che January era una brava ragazza e che sperava l’avesse trattata bene che, ok parla al passato come se January fosse morta anche se nessuno ancora ha trovato nulla, però anche se quella frase ti fa scattare un campanello d’allarme cosa che non succede poi non hai modo di scavare più a fondo perché lui scompare per 100 pagine, letteralmente, poi riappare la seconda volta nell’aula di teatro e dice a Flynn che stà ritardando le prove. Nient’altro. È talmente tanto poco presente nella storia che quando finalmente Flynn inizia a sospettare di lui tu non ricordi chi è e devi tornare indietro a cercarlo.

Ovviamente c’è stato anche un momento stupidità. Due in realtà. La buona notizia è che solo uno ha per protagonista Flynn. Il primo è quando Reiko, l’unica persona a conoscere la verità su January, decide di affrontare DA SOLA lo stupratore/assassino dicendogli che andrà dalla polizia e dirà tutto. Lui, ovviamente, la fà fuori. Ora voglio dire, cosa cazzo vai a dirgli? Fallo e basta! Ma poi tu sai, con certezza assoluta, che ha stuprato e ucciso la tua migliore amica e lo affronti da sola!? Ma perché affrontarlo, poi!? Almeno portati qualcuno, cosa pensavi di risolvere dicendogli che stavi andando dalla polizia? Che si pentisse?? Che si consegnasse?? Quindi, ciao ciao Reiko. Che poi si era capito che le sarebbe successo qualcosa già quando aveva detto a Flynn che ‘avrebbe pensato all’idea di andare a dire tutto alla polizia’. Si sapeva che lei la polizia l’avrebbe vista solo da morta. È una di quelle frasi che senti dire nei film o leggi nei libri e sai già automaticamente che chi l’ha detta finirà male. 

Tipo il “Vai avanti, ti raggiungo.” E NON SUCCEDE MAI.

Il secondo momento stupidità è quando Flynn decide di prendere in mano la situazione ed entrare a casa dello stupratore/omicida per trovare delle prove. Ora, sorvoliamo sul fatto che lui si arrampichi fino a raggiungere un balcone/una vetrata, non ricordo già più, e poi entri in casa di questo tizio senza far scattare nemmeno un allarme, senza scassinare la finestra o altro. Una volta dentro trova delle prove, trova le droghe usate per stuprare le ragazze, trova degli oggetti appartenuti a January che quindi lo collegano a lei e all’omicidio, tutto bello ma il punto è… Cosa te ne fai? Non puoi portarle alla polizia perché ammetteresti di essere entrato in casa sua, si, confermerebbero i tuoi sospetti ma non risolverebbero il caso, quindi?? Perché hai pensato che entrare in casa sua per cercare prove fosse una buona idea e ti avrebbe aiutato? Ovviamente poi il tizio rientra a casa prima del previsto, confessa tutto senza pensare minimamente che magari questo ragazzino non è da solo in casa o che possa avere una cimice addosso, lottano, lui tira fuori una pistola, spara e viene arrestato perché arriva la polizia. Quindi tutto è bene quel che finisce bene però... seriously!?

Infine, la parte romance, ho apprezzato il fatto che non abbia preso il sopravvento sul ‘mistery’ però, onestamente parlando, non ha aggiunto nulla ne alla storia ne a Flynn. Puzza tantissimo di insta-love ma sopratutto non si capisce quale sia questa difficoltà di Flynn nel dire che è gay, non è stato mai bullizzato per il suo aspetto mingherlino o per come si veste, non ci sono mai stati atti di bullismo omofobo nella scuola, ha dei genitori che lui stesso definisce bravi e adorabili e infatti, quando confessa di essere gay, tutti la prendono benissimo. I genitori pianificano di andare al Pride insieme, persino lo stronzo della scuola gli dice che ha un amico/un cugino (chi se lo ricorda) gay e che non è un problema, a scuola tutti gli dicono che è stato coraggioso e che lo supportano, addirittura la reginetta della scuola, che non se l’è mai calcolato, gli dice che è pronta a fargli da cupido. Cioè, non si capisce da dove venisse tutta questa paura del coming out. È stato più un dettaglio messo li per far sembrare profondo e tormentato Flynn ma non ha funzionato. Per quanto riguarda la storia tra Flynn e Kaz, sarebbe potuta benissimo non esserci e il libro non avrebbe perso nulla, come non ha guadagnato nulla dalla sua presenza. Il romance è semplicemente lì. Nessuno dei due personaggi viene approfondito in maniera decente, forse per paura che ciò rubasse spazio alla trama, e Kaz appare proprio poco, fino alla fine i due risultano delle macchiette, persino Flynn che non solo è il protagonista ma è anche quello che si presupponeva compisse una crescita significativa a causa della scomparsa della sua ex, rimane uguale. Diciamo che per essere un buon mistery manca tutta la parte psicologica e introspettiva. Quella importante, insomma.