Reviews

Finché il caffè è caldo, by Claudia Marseguerra, Toshikazu Kawaguchi

cartoline's review

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2.0

Un libro avvolto da una filosofia spicciola, che finisce per essere freddo a causa di una scrittura troppo semplice ed impersonale. Certo, potrebbe essere colpa della traduzione, tuttavia il problema di questo romanzo non è solamente lo stile.

Prima di tutto, i personaggi sono pedine e agiscono in modo innaturale.

(Ora farò un esempio, senza troppi spoiler, ma se volete iniziarlo non sapendo nulla allora vi consiglio di saltare questa parentesi.

In uno dei capitoli, i proprietari del locale in cui è ambientata la vicenda vedono una ragazza seduta su una determinata sedia e capiscono che arriva dal futuro. La ragazza in questione vuole farsi una foto con Kei, la moglie del proprietario ma quest’ultima non la conosce. Ora, Kei avrà dei dubbi sull’identità di questa ragazza che è tornata nel passato unicamente per vederla e farsi una foto insieme, no?
Ovviamente no, perché “Kei non è mai sospettosa verso gli estranei”. Questa giustificazione mi sembra ridicola, credo che chiunque si farebbe due domande prima di accettare di fare una foto con una sconosciuta. Però la nostra cara Kei accetta felicemente e non le importa sapere chi sia la ragazza. O perlomeno, le sorgono delle domande dopo che la foto è stata scattata e che la ragazza si è già dileguata.
Tutto ciò perché l’autore ci svelerà il grande mistero in un altro capitolo, con un “colpo di scena” che ho trovato piuttosto prevedibile.)

I viaggi nel tempo, inoltre, non hanno un senso logico. C’è da dire che servono solo da espediente narrativo ma, dal momento in cui l’autore insiste nel ripetere le varie regole per tornare indietro nel passato almeno una dozzina di volte, mi sarei aspettata più precisione. Invece, ci sono tante cose che non sono chiare. Per esempio, se una persona viaggia nel passato e giunge in un momento in cui era già presente, coesiste con la sé stessa del passato? Non ci viene data una spiegazione perché è tutto molto accennato, anche se l’autore crea mille regole che spuntano a caso per far procedere la trama come vuole lui.

L’elemento che ha reso questo libro quasi insopportabile è stata la strumentalizzazione del dolore e del lutto. Sembra che basti aggiungere dei traumi ad un personaggio per renderlo interessante o farlo evolvere. Peccato che non sia così.
Durante la lettura avevo l’impressione che l’autore volesse farmi piangere e ci stesse provando a tutti i costi. Forse sono cinica io ma mi ha solo infastidita.

Mi dispiace esser stata così dura, perché non è un libro orribile, è solo terribilmente mediocre.
Per me, l’idea iniziale, che era abbastanza carina, è stata sprecata e il risultato mi ha convinta pochissimo. È uno di quei romanzi che vorrei fossero riscritti da qualcun altr*, perché sarebbe potuto essere nettamente migliore di così.

giocant's review

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2.0

Avevo grandi aspettative per questo libro, tuttavia quello che non mi ha convinta per nulla è stato lo stile di scrittura. Penso sia poco curato e che non si addica affatto al tono magico, nostalgico e malinconico della storia. Non ho apprezzato un granché nemmeno la caratterizzazione dei personaggi, al punto che ho avuto l'impressione di leggere delle storie forzatamente tristi e con cui quasi non sono riuscita ad entrare in empatia. Infine, certe immagini ed espressioni sono, a mio parere, troppo ripetute considerando la brevità del titolo.

kimbaudelaire's review

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lighthearted reflective relaxing sad fast-paced
  • Strong character development? It's complicated
  • Loveable characters? Yes
  • Diverse cast of characters? No
  • Flaws of characters a main focus? No

4.0

eos's review

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emotional hopeful inspiring lighthearted reflective relaxing fast-paced

3.5

silviagiuli's review

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3.0

3,5

Volendo fare un paragone leggermente forzato, "Finché il caffè è caldo" sembra la variante letteraria della serie tv "Midnight Diner". In ambedue si accavallano le vicende degli avventori di un piccolo punto di ristoro (un Caffè nel primo e una locanda notturna nel secondo), il quale diviene esso stesso sia palcoscenico sia protagonista dell'intera narrazione. Le somiglianze vengono meno quando si prende in considerazione l'elemento magico che troviamo nel romanzo di Kawaguchi (vale a dire i viaggi nel tempo più regolamentati del cronòtopo), espediente narrativo che rende una storia ai limiti del banale un racconto particolarmente gustoso, sebbene non privo di difetti.
Trovo che i giapponesi abbiano un tipo di sensibilità un po' speciale, un po' poetica, che si rifà al quotidiano, alle piccole cose, ai piccoli gesti, e proprio per questo esplode nel suo potenziale comunicativo e non può fare a meno di arrivare dritta al cuore. Si parla d'amore, certo, ma con una voce diversa da quella cui siamo abituati, più riflessiva, più naturale, e tutto diventa automaticamente più vivido, più toccante.
Insomma, è commovente, è dolcissimo, vede al suo interno uno dei colpi di scena meno riusciti nella storia dei colpi di scena (lo si vede arrivare quasi subito), ci sono un paio di frasi al limiti del sessismo (stiamo pur sempre parlando del Giappone), e ci sono storie che strizzano sfacciatamente l'occhio al melodramma puro, ma se siete degli inguaribili romantici vale la pena dargli una chance.

paginetta's review

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emotional hopeful mysterious reflective sad tense medium-paced
  • Strong character development? Yes
  • Loveable characters? It's complicated
  • Diverse cast of characters? Yes
  • Flaws of characters a main focus? No

5.0

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