A review by stephthepanda
Emolacria: It's in the blood by Samantha Grandotti, Samantha Grandotti

5.0

“Non lasciarti bruciare, sii tu a bruciare tutto. Brucia tutto mon ami.”

Come si inizia a parlare di un libro che oggettivamente ti è piaciuto così tanto al punto tale da non trovargli difetti?
Questo libro, nel caso non si fosse capito, mi è piaciuto moltissimo: i personaggi, l’ambientazione, il worldbuilding.

Sarah, la nostra protagonista femminile, fa un percorso di crescita non indifferente, un percorso che inizia sin dalle prime pagine del libro e che diventa sempre più esponenzialmente grande nel momento in cui ci si avvicina alla fine della storia.
Sarah è un personaggio che tutti (chi più, chi meno), può sentire vicino, chi per il bisogno di sentirsi sempre il migliore in qualcosa (come se da quel successo dipendesse anche solamenTe la tua vita), chi per il bisogno di nascondersi nell’oscurità, ma allo stesso tempo con il folle desiderio di cercare la luce, disposti perfino a bruciarsi, se questo significa poter provare almeno per un secondo quella sensazione di calore.
Sarah, è lo yin e lo yang, la coesistenza dell’oscurità e della luce; non è un caso che sia proprio lei a diventare simbolo di quella rivoluzione che lei per tanti anni, ha ignorato e soprattutto evitato.

Tristan, il protagonista maschile, è il personaggio che però fa il percorso di crescita più di impatto perché, se è vero che le scelte di Sarah richiedono coraggio, quella di Tristan forse lo richiede ancora di più. Si tratta di dover mettere in discussione tutto di sé, mettere in dubbio qualsiasi scelta di vita, non potersi più nascondere dietro un dito, non poter più far finta di non vedere la sofferenza/il dolore che si sta causando, non poter più credere al fatto che tutto sia a causa di un bene superiore, non poter più credere a quell’idea che chi pensavi ti stesse proteggendo, in realtà ti stesse perennemente e continuamente pugnalando alle spalle, che chi pensavi ti stesse proteggendo di ha ormai reso un’arma: un sicario del dolore.
Tristan è un personaggio complesso e non vi nego che in un momento l’ho quasi detestato; perché volevo che finalmente si schierasse, perché volevo ardentemente che aprisse gli occhi. Ma è proprio in quella complessità che la sua paura di scegliere, che la sua difficoltà di voltare le spalle a ciò che gli ha dato un briciolo di speranza, trova l’impatto di cui vi ho accennato precedentemente. È in questo contrasto, in questa sua complessità, che il personaggio risulta essere credibile, reale. Ti affanni con lui, soffri con lui, ti arrabbi e vieni tradito insieme a lui.

L’assistente del professore, poi? Una delle più belle menzogne a cui io abbia voluto credere (io un po’ come Sarah).
Marlowe, è quel personaggio di cui tu percepisci il marcio, ma allo stesso di cui non vuoi vederlo. Affascina Sarah, ma affascina anche te, lettore. È quel personaggio che ti confonde, ma lo fa in maniera così accurata, che quasi gli riesci a credere, quasi riesci a dargli ragione. È quel personaggio che ti fa sperare di avere torto, anche sapendo che non sarà così.
Lui ti fa cadere nella sua trappola, ma nel mentre te ne fa essere consapevole.
E Samantha ha trovato esattamente la frase per descrivere questo malvagio incanto: “la sua bellezza era qualcosa che ti lacerava e ti faceva desiderare di morire guardandolo”.

Ho adorato anche i personaggi secondari: Amira, Kay, Lily e infine Leon (lui, più di tutti). Ognuno con una propria caratterizzazione, ognuno con le sue fragilità, ognuno con la sua forza.

Ecco, questo libro racchiude esattamente questo gioco di contrasti, questo perenne dondolare tra paura e coraggio, tra dolore e gioia, tra fragilità e forza (il che è accurato calcolando la realtà che viene narrata nel libro).
Samantha ha dato giustizia ad ogni personaggio, anche i più crudeli e meschini, permettendoti di odiarli dal profondo del tuo cuore, facendoti ribollire il sangue come solo quella rabbia viscerale potrebbe.

E’ stata bravissima a trascinarti in questa giostra, a farti ridere ma anche a farti piangere, a logorarti dentro, ma anche a ricucirti, ricostruirti e farti rinascere, quella stessa rinascita che è stata concessa a Sarah e gli altri ritornarti.

“Mi sento come se mi avessi dissepolto da una fossa, le tue mani non hanno mai smesso di scavare, finché non mi hanno trovato.”