A review by diffrazioni
Il tempo e l'acqua by Andri Snær Magnason

4.0

Le cose intorno a noi stanno cambiando, in modo più veloce che mai. No, non si tratta del solito trito e ritrito constatare che siamo sempre in mezzo al cambiamento, il fiume che scorre, panta rei e via dicendo. Il cambiamento in questione è quello del clima. Magnason sceglie di raccontarlo non dal punto di vista dei numeri globali (+1,5 °C, + 2, + 3...) e della percentuale di CO2 nell'aria, ma da quello che vede intorno a sé.

E siccome intorno a lui ci sono soprattutto i ghiacciai dell'Islanda, il suo punto di vista è particolarmente interessante. Le terre coperte dai ghiacci sono tra le più colpite dall'emergenza climatica, sono quelle dove le modifiche in corso si vedono di più.

Magnason racconta il cambiamento con gli occhi della sua famiglia, a partire dalla generazione dei suoi nonni e del rapporto che questi avevano con i ghiacciai, frequentati come esploratori e come studiosi.

«Vedendo i filmati che il nonno aveva girato sul ghiacciaio, una volta gli dissi che avrebbe anche potuto riprendere la nonna più spesso. La nonna era stata giovane una sola volta, mentre il ghiacciaio e il panorama avrebbe sempre potuto filmarli. Mi sbagliavo. Il ghiacciaio si è rivelato effimero quanto gli umani. I filmati del nonno sono testimonianze preziose di un paesaggio che non esisterà ancora a lungo».

Le riflessioni più generali, comunque, non mancano: «Per il progetto Manhattan furono mandate nel deserto diecimila persone che lavorarono giorno e notte, saltando le ferie estive e quelle di Natala, per costruire una bomba atomica. Perché allora non impegnarsi altrettanto per fare qualcosa di buono per il pianeta?».

Magnason ritaglia un ruolo importante, per la letteratura, che non deve sostituirsi alla comunicazione scientifica, ma aiutarla: «Forse gli scienziati non capiscono che cosa dicono finché non lo capiscono gli altri», scrive. Una frase che ricorda l'affermazione di Lagrange secondo cui un matematico non ha interamente compreso la propria opera finché non l’ha resa così chiara da farla capire al primo passante in cui s’imbatte per strada.

"Il tempo e l'acqua" è un libro importante anche per capire che il nostro destino non è segnato. «Per prevenire il disastro climatico non sarebbe necessario assumere comportamenti estremi come è accaduto durante la pandemia. Molte delle cose che abbiamo smesso di fare - abbracciare la nonna, goderci le vie affollate, stringere la mano a uno sconosciuto, andare ai concerti, alle partite, a teatro, in biblioteca, a scuola e ai caffè - non influiranno sulla salute del pianeta: non sono queste le abitudini da abbandonare per contrastare il riscaldamento globale».

Ma, soprattutto, è un libro importante per capire che, questa volta, siamo di fronte a un problema mondiale che riguarda tutte e tutti, indistintamente.