A review by eustachio
L'opera al nero by Grace Frick, Marguerite Yourcenar

3.0

Leggere L’opera al nero per me è stato come guardare il cielo di notte e riconoscere solo qualche costellazione.
Detto terra terra: le sottotrame iniziali mi hanno disorientato, dalla metà in poi è più incentrato su Zenone e l’ho seguito e apprezzato di più.

Ci sono dei passi che Yourcenar scrive, però, che sono senza pari, e lì non puoi fare altro che prendere nota in qualche modo per leggere e rileggere.
Un esempio:
Gli stava dinnanzi, piccola fonte insipida e pura; non l’amava; quella fanciulla ingenua era certamente il più lieve dei legami che lo congiungevano al suo breve passato, ma provò per lei una vaga compassione e l’orgoglio d’esser rimpianto. Ad un tratto, col gesto impetuoso di colui che sul punto di partire, dona, getta o consacra qualcosa per conciliarsi non si sa quali poteri o per liberarsene, si sfilò la fedina d’argento vinta alla corsa degli anelli con Giannetta Fauconnier e la depose come un soldo in quella mano tesa. Non pensava affatto di ritornare. Da lui quella giovinetta avrebbe avuto solo l’elemosina d’un breve sogno.