A review by momotan
L'impero degli indifesi by Terry Goodkind

2.0

Punti a favore di questo capitolo: la storia riguarda Richard e Khalan, il che è una piacevole novità malgrado siano i protagonisti della saga.
Certo, i due sono sempre nel Vecchio Mondo con Jennsen, Tom, Friederich, Cara e la capra; certo, non ci pensano nemmeno a provare a difendere il D’Hara dall’invasione di Jagang; certo, finiscono coinvolti in una missione che, stessimo parlando di un anime, avrebbe tutto il sapore dell’ennesimo filler.

Ma come negli anime ci sono filler ridicoli, filler inutili e filler interessanti, lo stesso vale per questi capitoli riempitivi. Non che questo sia particolarmente interessante, o utile, ma almeno è meno inutile\ridicolo di altri capitoli. Come il settimo, ad esempio. Si lascia leggere senza fare problemi, senza avere troppe pretese e senza far danni.

Certo, a voler fare i pignoli si potrebbe dire che il ragionamento che segue Owen (appartenente a un popolo di Buchi nel mondo, banditi tremila anni prima dal D’Hara e segregati dai maghi del Vecchio Mondo in una valle difesa dalla Barriera) per ottenere l’aiuto di Richard è assurdo, vista la filosofia di vita dell’uomo. O che Richard, imperatore e fulcro della ribellione, non dovrebbe cadere in tranelli del genere, specie se così ovvi. O si potrebbe criticare l’ennesimo deus ex-machina totale (cioè, alla fine i buoni sconfiggono i cattivi di turno ma Richard sta male, avvelenato e col dono che fa i capricci. Prima dal nulla scopre il problema col dono, e poi il dono lo premio concedendogli senza motivo le cognizioni di un esperto erborista, così da consentirgli di prepararsi l’antidoto. Irreale è dir poco).
E probabilmente ci sarebbe da focalizzare l’attenzione su questa pochezza a livello di trama, sulla facilità con la quale chiunque va e viene di continuo dagli accampamenti militari, sulla facilità con la quale gli esiliati hanno abbandonato tradizioni millenarie. Per non parlare di quanto risulta noioso leggere, in ogni libro, una sorta di lungo riepilogo delle puntate precedenti inframezzato alla storia per i primi capitoli. Eccheccavolo, se uno compra “Spada della verità, libro ottavo” (che poi sarebbe “libri 15 e 16″) vorrà dire che ha comprato gli altri, no? E alla peggio inserisci un riassunto prima della storia.. così è solo una rottura di palle!

Ma preferisco godermi l’evoluzione mostrata da Goodkind: invece di incontrare la solita massa di pacifisti ad oltranza che per avere pace, uguaglianza e miseria invadono e saccheggiano -e si risentono se glielo fai notare… ovvero tutti quelli incontrati negli ultimi libri, gente che dopo le prime cinque pagine di dibattiti filosofici viene voglia di mandare a quel paese-, ora passiamo a un popolo di filosofi Gandhiani: oltre a schifare la violenza e i violenti e a vivere in una sorta di comune orgiastica, visto che non hanno il dono hanno sviluppato un sistema filosofico per il quale tutto ciò che ci circonda non è reale, nessuno può conoscere la verità e via dicendo. Originale, eh?
Sono irritanti pure loro, certo, ma in poche pagine ci prendono gusto a spargere sangue e in un paio di giorni sono in grado di tenere testa a un contingente di soldati dell’Ordine. Alla faccia!

In conclusione: volume inutile come i precedenti, ma almeno è leggibile senza grossi sbattimenti.