A review by jsuispoesie
La metamorfosi by Franz Kafka

dark emotional sad medium-paced
  • Plot- or character-driven? Character
  • Strong character development? Yes
  • Loveable characters? It's complicated
  • Diverse cast of characters? No
  • Flaws of characters a main focus? Yes

4.0

Entrato nell'immaginario comune come un libro bizzarro e grottesco, La metamorfosi nasconde in realtà una serie di metafore personali e universali. Gregor Samsa si risveglia un giorno trasformato in un enorme insetto (un insetto parassita ad essere precisi), ma il suo primo pensiero non è verso sé stesso, bensì verso il suo lavoro, assolutamente indispensabile per il mantenimento della famiglia. Il padre, la madre e la sorella infatti dipendono economicamente da lui. 
La metamorfosi di Gregor non termina al momento del risveglio, ma continua per tutta la durata del racconto. Gregor si renderà lentamente conto di non riuscire più a parlare, a mangiare i cibi che consumava abitualmente, a guardare lontano alla finestra; con il tempo inizia a dimenticare cosa significava essere un essere umano e la cosa lo spaventa molto. Secondo me questo è dovuto allo stato di abbandono emotivo in cui viene lasciato: nonostante i tentativi della sorella di mantenere la camera pulita, nessuno ha davvero a che fare con lui, tanto che i suoi parenti stessi finiscono con non considerarlo più un (fu) essere umano. La metamorfosi però è anche quella che si presenta nell'animo e nelle azioni dei suoi parenti: da accoglienti, ma nullafacenti, diventano rabbiosi e impauriti. Dai discorsi che fanno si capisce perfettamente che essi non facevano nulla, facendo ricadere su Gregor tutto il peso del mantenimento famigliare, nonostante essi fossero in grado di contribuire economicamente. 
Il gran numero di metafore che possono essere rintracciate hanno a che fare sia con la vita di Kafka (il complicato rapporto con il padre, l'impossibilità di esprimersi artisticamente...), che con una situazione più universale. Il racconto scritto nel 1912 anticipa sui tempi gli orrori della Grande Guerra, dalla quale moltissimi soldati tornano sfigurati. La metamorfosi può quindi essere vista come metafora della disabilità, del cambiamento che questi uomini conoscevano sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista affettivo, nel momento in cui non potendo essere più "utili" (economicamente) diventavano semplicemente "mostri", guardati con sospetto e risentimento per una condizione che non potevano controllare.
Non nascondo che il racconto mi ha fatto parecchio impressione in certi passaggi, specialmente nelle parti dove vengono descritte le pene provate da Gregor, la forza della narrazione sta proprio qui: nonostante il lettore sia ripugnato da quanto legge, non può fare a meno di provare simpatia e pena per il protagonista, mettendo il lettore in una posizione molto scomoda. Come conciliare sentimenti così contrastanti? Cosa avremmo fatto noi? Siamo forse meglio dei famigliari di Gregor? 

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