A review by momotan
Il sogno del villaggio dei Ding by Yan Lianke

4.0

Avevo un po’ di timore nei confronti di questo libro.
Il primo libro di un autore cinese che leggo, e su un tema abbastanza pesante come l’esplosione dell’epidemia di HIV nella campagna cinese in seguito alla decisione dello stato di comprare il sangue dai cittadini, per creare una banca del sangue.
E sopratutto, in seguito ai metodi poco ortodossi e affatto igienici con cui l’intera operazione era stata portata avanti dai dirigenti locali.

Invece la lettura è agevole e scorrevole, leggera e quasi divertente malgrado l’argomento.
Questo grazie allo stile dell’autore e alla sua scelta particolare del protagonista e della voce narrante.

Già, la voce narrante infatti è quella del piccolo Xiaoquiang, un bambino morto.
E il protagonista è suo nonno, il vecchio maestro Ding.

I due sono legati indissolubilmente all’epidemia di febbre visto che uno dei responsabili nella zona è Hui, figlio del protagonista e padre della voce narrante. Quando il governo aveva imposto la creazione dei centri di raccolta del sangue, obbligando il vecchio maestro a convincere i concittadini quanto meno ad ascoltare i funzionari e a vedere con i propri occhi la ricchezza derivante dal vendere il proprio sangue, era stato Hui a mostrare il giusto spirito d’iniziativa aprendo il suo centro privato una volta che quelli ufficiali si erano allontanati. Raccogliendo sangue da tutta la zona per poi rivenderlo allo stato, e conquistando una fetta di mercato sempre più ampia.
Ma sempre con un occhio al guadagno, riutilizzando più volte cotone e aghi. Favorendo il dilagare di quella che, in seguito, si sarebbe presentata come febbre ma che in breve si sarebbe rivelata come la pestilenza del nuovo secolo.

Una pestilenza che avrebbe decimato i piccoli e poveri villaggi di quella zona della Cina, mentre persone come Hui ne sarebbero state risparmiate e anzi avrebbero avuto il fiuto e la faccia tosta di cogliere al volo ogni occasione, entrando nel commercio delle bare raggirando lo Stato e mettendovisi al contempo al servizio, e arrivando addirittura a organizzare matrimoni tra i morti per mettere in pace l’animo delle famiglie. A pagamento, s’intende.
Tutto questo mentre i concittadini lo odiavano per l’inganno mortale che aveva ordito ai loro danni, e arrivavano ad avvelenare suo figlio per vendetta nei suoi confronti.

Nel mentre, solo il vecchio Ding manteneva la testa sulle spalle. E cercava di limitare il dilagare dell’infezione radunando attorno a sé (sano) tutti i malati nell’edeficio scolastico, facendoli vivere insieme in pace e allegria per i giorni che gli restavano.
Una breve parentesi di pace e gioia, distrutta come sempre dall’avidità umana, tra giovani ambiziosi di prendere il potere, odii e gelosie personali, faide famigliari che nemmeno la pestilenza era in grado di spegnere.

Il personaggio del povero maestro ha anche la capacità particolare di fare sogni profetici, di vivere la realtà nei suoi sogni, di sognare ciò che sta succedendo, anche se non viene mai mostrato come particolare e si lascia sempre intendere che sia tutta una casualità. E’ una persona saggia e pacata, paziente e mite, rispettata da tutti tranne che dal figlio.
Perde la pazienza solo in tre occasioni: la prima volta quando il figlio maggiore lo denigra davanti a tutti rivelando che non esistono cure per l’HIV, la seconda quando il figlio minore viene colto in flagrante a compiere adulterio e si rifiuta di vedere la moglie. La terza volta alla fine del libro.

Ma oltre al personaggio del maestro, un ruolo sempre più importante (in tutti i sensi) lo conquista Lang, il figlio minore, che aveva seguito Hiu nei suoi traffici di sangue e che ora è malato pure lui.
E vive col terrore che la moglie, alla sua morte, si risposi. Magari con il suo vecchio fidanzato. Mentre lui invece marcirà nella tomba. Riesce a liberarsi da questa fissazione solo quando alla scuola arriva Lingling, giovane moglie di un suo cugino, anche lei ammalata e cacciata dalla casa del marito.
La storia d’amore che nasce tra i due, adultera e quasi incestuosa, e però poetica e delicatissima. Due persone che sanno di avere i giorni contati, deturpati da un male invincibile, e che scelgono di andare contro tutto e tutti per vivere i loro ultimi giorni felici.
Malgrado lo scandalo, malgrado i coniugi che li ripudiano e attendono solo la loro morte per andare avanti con le loro vite, malgrado il disprezzo dei concittadini. Due anime con un piede nella fossa che scelgono l’amore e l’affetto, scelgono di vivere con goia i loro ultimi giorni invece di cedere alla disperazione.

Un bel libro, scritto molto bene e che parla di un argomento difficile in maniera leggera e godibilissima.
Una sorpresa.