A review by pila
L'innocenza by Tracy Chevalier

5.0

L'innocenza è stata la seconda chance data alla Chevalier: il primo libro che lessi di quest'autrice, La ragazza con l'orecchino di perla, non mi colpì granché ma sono felice di averla rivalutata perchè il libro mi è piaciuto moltissimo: è scritto bene, scorrevole e ben documentato, adoro l'ambientazione e i personaggi sono davvero ben delineati.

L'aspetto che davvero ho apprezzato tantissimo è stata la ricostruzione storica, davvero ben documentata, della Londra di fine settecento: una Londra grigia e nebbiosa, le sue vie buie e pericolose dove pullulano ladri e prostitute, le bettole che alimentano ubriaconi "canterini", con tutti quei particolari che mi hanno ricordato, vagamente, la Londra vittoriana egregiamente descritta da Dickens.
Sono gli anni della Rivoluzione francesce e della presa della Bastiglia, si respira un'aria particolare e frenetica, di ribellione, perchè gli amici dei francesi a Londra non sono ben visti ed è proprio su questo sfondo che compare la misteriosa figura di William Blake, il poeta inglese seguace di Milton, che con le sue idee artistiche e politiche, alquanto stravaganti, alimenterà la curiosità e conquisterà il cuore dei nostri protagonisti.

Tutto questo è visto dagli occhi di tre ragazzini davvero particolari: Jem, Maisie e Maggie.

Jem e Maisie sono fratello e sorella, figli di un fabbricante di sedie che si trasferisce a Londra, dalla campagna inglese, in cerca di fortuna, hanno ancora quell'innocenza tipica dei bambini accuditi e coccolati da amorevoli genitori, in uno spazio incontaminato dalla miseria della vita.
Maggie, invece, è tutto l'opposto: ragazzina impertinente, cresciuta e vissuta in una Londra movimentata e pericolosa, è scaltra e intelligente, la sua furbizia l'aiuterà a sopravvivere in un posto dove maltrattamenti, botte, furti e quantaltro sono all'ordine del giorno.

Mi è piaciuto moltissimo l'incontro tra le due realtà: Jem e Maisie rappresentano davvero l'innocenza, la genuinità e l'ingenuità di ogni bambino che è cresciuto nella tranquillità di una normale vita quotidiana, nonostante la perdita del fratello maggiore hanno ancora la spensieratezza e la gioia che la loro giovane età gli permette; incontrare una ragazzina come Maggie, per loro, è davvero una grande novità, rappresenta la libertà frutto anche dell'assenza dei genitori, il coraggio di essere, in un certo qual modo, indipendente, la furbizia a cavarsela da sola in un posto nuovo contaminato da disperazione, povertà e depravazione.

William Blake è davvero una figura misteriosa: questo uomo colto, ribelle e non convenzionale, che parteggia per il "nemico" francese, una mente aperta e all'avanguardia, un artista eccentrico e impulsivo ma allo stesso tempo molto schivo, è davvero una figura particolare di cui, personalmente, conoscevo poco ma che sicuramente potrebbe attrarre gli appassionati di poesia. (spesso vengono riportati brani di poesie di Blake e di Milton)

E' la storia di una famiglia in cerca di fortuna che capisce forse un po' tardi che "non sempre tutto ciò che è oro luccica" e attraverso le avventure (e le disavventure) dei tre ragazzini, gli incontri con personaggi davvero particolari, la Chevalier fa un ritratto delicato di una Londra settecentesca vista dagli occhi di un bambino.