Take a photo of a barcode or cover
A review by indeed_angie
La banalità del male: Eichmann a Gerusalemme by Hannah Arendt
5.0
" Ma il guaio del caso Eichmann era che di uomini come lui ce n'erano tanti e che questi non erano nè perversi nè sadici, bensì erano, e sono tuttora, terribilmente normali"
Uno dei libri imprescindibili del 1900. La Arendt ricevette molte critiche per questo libro (critiche che in parte discute nell'ultimo capitolo di questa edizione), ma molte erano neanche lontanamente incentrate sul libro ( Cosa che capita tutt'ora, criticare senza aver letto un libro o una legge o aver visto un film). Credo che il merito/demerito della Arendt con questo libro sia stato offrire una visione il più dettagliata e realistica possibile in un momento in cui il mondo si stava ancora riprendendo dallo shock dello sterminio degli ebrei. Aver rifiutato la classificazione tra buoni e cattivi e aver descritto Eichmann come l'uomo che forse era, un ingranaggio di un sistema marcio, senza per questo salvarlo. La Arendt è comunque molto chiara sul fatto che il periodo storico non è una scusante per le responsabilità personali, ma è comunque importante capire e analizzare come si è arrivati a un disastro del genere. Molto interessanti i capitoli sullo sterminio in altre regioni europei. Risulta chiaro ( io non lo sapevo ad esempio) che il ruolo dei capi ebrei sia stato fondamentale nel permettere lo sterminio di cosi tante persone in Germania (pochissimi soldati tedeschi erano coinvolti nella questione ebraica). Nei paesi in cui i capi ebrei si sono rifiutati o semplicemente non erano presenti i numeri sono stati molto bassi, vedi Danimarca. Con sorpresa ho appreso che anche l'Italia fascista non ha aiutato la soluzione ebraica granchè, nonostante l'accordo con la Germania poi erano volutamente non efficienti nel raccogliere ebrei e spedirli, per cui spesso gli ebrei passavano da posti occupati da tedeschi a posti occupati da italiani per salvarsi la vita. Credo che alla Eichmann non sia stato perdonato il fatto che pur essendo ebrea non si sia battuta come vittima, ma abbia approcciato il processo con quanta piu razionalità potesse. Sicuramente leggerò altri dei suoi saggi sul totalitarismo. E con questo ho deciso di recuperare più libri segnanti un'epoca rispetto alla narrativa contemporanea.
Uno dei libri imprescindibili del 1900. La Arendt ricevette molte critiche per questo libro (critiche che in parte discute nell'ultimo capitolo di questa edizione), ma molte erano neanche lontanamente incentrate sul libro ( Cosa che capita tutt'ora, criticare senza aver letto un libro o una legge o aver visto un film). Credo che il merito/demerito della Arendt con questo libro sia stato offrire una visione il più dettagliata e realistica possibile in un momento in cui il mondo si stava ancora riprendendo dallo shock dello sterminio degli ebrei. Aver rifiutato la classificazione tra buoni e cattivi e aver descritto Eichmann come l'uomo che forse era, un ingranaggio di un sistema marcio, senza per questo salvarlo. La Arendt è comunque molto chiara sul fatto che il periodo storico non è una scusante per le responsabilità personali, ma è comunque importante capire e analizzare come si è arrivati a un disastro del genere. Molto interessanti i capitoli sullo sterminio in altre regioni europei. Risulta chiaro ( io non lo sapevo ad esempio) che il ruolo dei capi ebrei sia stato fondamentale nel permettere lo sterminio di cosi tante persone in Germania (pochissimi soldati tedeschi erano coinvolti nella questione ebraica). Nei paesi in cui i capi ebrei si sono rifiutati o semplicemente non erano presenti i numeri sono stati molto bassi, vedi Danimarca. Con sorpresa ho appreso che anche l'Italia fascista non ha aiutato la soluzione ebraica granchè, nonostante l'accordo con la Germania poi erano volutamente non efficienti nel raccogliere ebrei e spedirli, per cui spesso gli ebrei passavano da posti occupati da tedeschi a posti occupati da italiani per salvarsi la vita. Credo che alla Eichmann non sia stato perdonato il fatto che pur essendo ebrea non si sia battuta come vittima, ma abbia approcciato il processo con quanta piu razionalità potesse. Sicuramente leggerò altri dei suoi saggi sul totalitarismo. E con questo ho deciso di recuperare più libri segnanti un'epoca rispetto alla narrativa contemporanea.