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marco_freccero 's review for:
Washington Square
by Henry James
La storia si svolge in una elegante casa che si affaccia su Washington Square, a New York, dove vive un medico, il dottor Sloper, un agiato professionista, vedovo, assieme alla sorella e alla figlia Catherine.
Costei un giorno incontra un ragazzo, Morris Townsend, e tra i 2 pare che la simpatia, ben presto lasci spazio ad altri sentimenti.
Il tutto corroborato dalla zia, o sorella del dottore, Lavinia, una donna romantica, che in breve vede in quei 2 giovani, nelle prospettive che potrebbero aprirsi, spazi enormi dove lasciar libera la sua fantasia, il suo romanticismo. Sogna fughe e un matrimonio senza l’assenso del padre e poi l’immancabile finale felice dove tutti tornano a volersi bene.
Il solo problema è che il giovane in passato ha sperperato i suoi averi e adesso vive sulle spalle di sua sorella, vedova, con 5 figli da allevare, e senza grandi progetti per il suo futuro.
Chiaramente il padre di Catherine quando lo scopre, e immagina le sue intenzioni, si mette di traverso. Non starò a indicare come la storia evolve, come andrà a finire.
Il dottore difende il patrimonio che ha accumulato, e che per nessuna ragione al mondo vuole lasciare alla figlia, ritenuta abbastanza incapace di capire come va il mondo, anche perché di fatto è sempre vissuta in casa, non chiusa a chiave ma ammantata dell’idea che è di certo una ragazza assennata, ma poco sveglia e quindi poco intelligente.
Quindi si tratta di un libro che mostra come nell’Ottocento le donne contassero molto poco?
No, è parecchio di più.
Perché il vero protagonista, anch’esso molto discreto ma possente e presente è lui: il denaro.
È un romanzo sul denaro, sulla sua capacità di seduzione, sulla sua efficace forza in grado di spingere le persone ad agire in modo duro. Il dottor Sloper sempre così posato e controllato, è anche capace di rabbia, e questa rabbia serve solo per difendere il denaro.
Non la figlia. Lei potrebbe anche andarsene al diavolo con il suo spasimante. Purché i soldi rimangano al sicuro. Sotto il suo controllo.
E Morris, il pretendente, punta sì al denaro, salvo poi tirarsi indietro quando si rende conto che forse, può ottenerlo in altri modi meno rischiosi.
La società che il dottor Sloper rappresenta la vedremo e riconosceremo in modo completo tempo dopo anche grazie a cinema e televisione. Ma è una società dove la correttezza formale, la “civiltà”, l’etica e le buone maniere sono maschere che possono essere tranquillamente messe da parte in ogni momento.
Perché in esse non c’è alcun valore.
Il valore è tutto da un’altra parte. Nel denaro, appunto. Anche se non si tratta di una cifra enorme, la sua presenza oltre un certo livello, possiede le persone, le conquista e le rende schiave.
Un gran romanzo sul potere dei soldi dunque.