A review by stephthepanda
Cara Giulia. Quello che ho imparato da mia figlia by Marco Franzoso, Gino Cecchettin

5.0

Questa lettera d'addio, è dolce, quanto straziante.
Il dolore di Gino, dei fratelli di Giulia ed il dolore di una società che si ritrova ad affrontare qualcosa che si spera sempre possa essere il più lontano possibile, qualcosa che in un mondo ideale non esisterebbe.
E' il tentativo di riscatto ed allo stesso tempo la promessa da parte di Gino a Giulia ed allo stesso tempo che Gino fa a tutte le donne vittime di femminicidio. E' una promessa alla società.
Giulia non sarà più solo uno di quegli odiosi numeri, non più un ORRIBILE dato statistico, bensì sarà un simbolo ed una lezione, l'inizio di un qualcosa di migliore, l'inizio di una speranza più grande.

E' sicuramente anche un tentativo di andare a patti con una delle più grandi ferite che un padre possa subire ed è proprio questo che rende il tutto più doloroso ed allo stesso tempo fin troppo reale, si percepisce in queste pagine la voglia di riscatto da parte di un uomo che si rimprovera di non aver fatto abbastanza e che allo stesso tempo sta provando a rialzarsi da una delle cadute più critiche che possa aver subito e lo fa per lui, per i suoi figli, per Giulia, per la sua dolce ed amata moglie.

Gino non si preoccupa di nascondere la propria fragilità, ne parla apertamente e si rende conto di quanto alcuni precetti odierni possano averlo obbligato a tenere nascosto se stesso (vedasi quando Gino parla di come abbia subito la sua prima "shitstorm" perché non era sembrato abbastanza sconvolto dalla notizia su Giulia ed invece stava cercando di mascherare il più possibile quell'atroce dolore perché secondo lui era questo, quello che avrebbe dovuto fare, quello che la società silenziosamente gli aveva imposto).
Quanto effettivamente alle volte, il dover sopprimere una realtà, ovvero che OGNUNO di noi prova emozioni ed ha il SACROSANTO DIRITTO di essere fragile sia una "violenza", specialmente perché altrimenti che senso avrebbe vantarsi continuamente di essere diversi dalle bestie in quanto dotati di raziocinio ed umanità?
Perché questa "emotività" deve essere perennemente nascosta? Perché un uomo non ha il diritto di essere emotivo? Perché altrimenti non si è abbastanza "maschio"? E chi lo dice? Chi lo ha stabilito?

Gino quindi si prende carico di tutto questo, di tutte queste riflessioni e cerca di fare un ultimo e disperato tentativo di aiutare Giulia, come se volesse dimostrarle che lei, insieme alla sua adorata mamma, possano essere fieri di lui anche da lì.

Ad oggi, a più di un anno dall'uscita del libro, posso dire che lo ha fatto e lo sta facendo.
Questo infatti, a mio modesto parere, è uno di quei libri che dovrebbe essere portato nelle scuole, per far si che giovani possano comprendere di non essere soli, che possono avere una speranza, che non sono costretti a soccombere a se stessi, che la loro emotività è parte integrante di loro e che non devono sopprimerla. Che questo libro sia anche di aiuto agli adulti, che si facciano un esame di coscienza, proprio come fa Gino stesso, il quale mette in dubbio il suo passato, mette in dubbio se stesso, mette in dubbio i suoi genitori. Si rende conto di come anche "piccole" cose, possano avere un impatto nella realtà attuale un impatto più forte di quanto possiamo mai immaginare; mette in dubbio se stesso in quanto genitore.

In questo libro c'è tutto: dolore, tristezza, tantissimo amore ed anche rabbia; forse uno dei momenti più strazianti è proprio quando Gino non riesce più a nascondere questa emozione, la rabbia di aver perso una figlia, la rabbia di rendersi conto che quell'immagine della Giulia adulta, la Giulia mamma e la Giulia illustratrice non potrà esistere; è solo un'ideale, è solo una amara fantasia.
Però, nonostante ciò, che anche speranza.

Quindi io ve ne consiglio assolutamente la lettura, inoltre con l'acquisto di questo libro, si contribuisce a finanziare la fondazione Giulia Cecchettin, che si impegna a promuovere l'educazione e la sensibilizzazione sul tema della violenza di genere.