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blackjessamine 's review for:

Il cielo in gabbia by Christine Leunens
2.0

Devo ammettere di trovarmi in grande difficoltà davanti a questo romanzo, perché non mi è piaciuto, ma faccio molta fatica a capire perché.
Devo però fare una premessa importante: ho ascoltato l'audiolibro in macchina, andando e tornando dal lavoro in un periodo a dir poco frenetico, spesso stanchissima, volentieri distratta, quindi buona parte della mia insoddisfazione potrebbe essere semplicemente dovuta a una scarsa attenzione che non mi ha permesso di godere al meglio di dettagli importanti.
In ogni caso, ho la sensazione di non aver capito dove il libro volesse andare a parare. Forse verso la dimostrazione di quanto l'esposizione di una giovane mente alla propaganda, alla dittatura e agli orrori della guerra generi soltanto delle mostruosità, ma in ogni caso non credo che la cosa sia perfettamente riuscita. O meglio, lo è nella prima parte, quando Johannes è ancora un ragazzo e le sue bugie si ammantano ancora di quel tormento struggente della giovinezza. Proseguendo nella lettura, mi è parso che tutto - lo stile, gli avvenimenti, i dialoghi... tutto - si avvolgesse sempre più su sé stesso, diventando contorto, ripetitivo, pesante e claustrofobico.
Ho detestato Johannes, l'ho detestato come raramente mi è capitato di detestare un personaggio letterario. E non solo per il suo comportamento (che, a mio parere, non ha alcuna giustificazione),ma l'ho detestato per il suo atteggiamento, per la sua voce, per il suo manipolare e distorcere ogni cosa per poter apparire sempre più la vittima che in realtà non è.
Ho trovato poi la narrazione abbastanza farraginosa: ci sono dei salti temporali che ho fatto fatica a collocare, come se avessi saltato un capitolo intero (ripeto, non sono stata concentratissima nella lettura, quindi potrebbe essere solo un mio problema, ma questo non è l'unico audiolibro che ho ascoltato in questo periodo, ma è l'unico con cui ho riscontrato questo problema), le situazioni inverosimili, ripetitive ed esasperanti.

Insomma, ho avuto l'impressione di fare un viaggio torbido e disturbante senza che questo viaggio avesse alcuno scopo, e la cosa mi ha molto irritata.

E comunque, che il libro sia sempre meglio del film è una sciocchezza immane, e questa storia in particolare ne è una prova lampante.