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A review by frahorus
Il romanzo di Ramses vol. 2: La dimora millenaria by Christian Jacq
5.0
Siamo agli albori di quello che sarebbe divenuto forse il regno più luminoso di tutta la millenaria storia egiziana. Sethi I aveva ormai associato il figlio Ramses al trono del ‘Regno delle due terre’ perché, dopo il superamento di varie prove, gli era sembrato che gli dei avessero previsto per lui un futuro assai luminoso. La crescita spirituale del giovane principe non era però ancora certamente giunta ad una piena conclusione. Nemmeno dopo la morte del padre e la sua susseguente ascesa al trono il ragazzo sembrava essere ancora maturo.
Molti erano i nemici da cui guardarsi e pochi i fedeli servitori delll’Egitto su cui contare veramente.
In primis bisognava preoccuparsi della infida, ma potentissima, aristocrazia tebana, poi della gelosia dei fratelli del Faraone per un destino che non ritenevano giusto e infine del nemico più pericoloso, l’astuta casta sacerdotale che aveva in Karnak il suo centro del potere. Il nuovo Faraone non poteva che essere assillato dai dubbi su come riuscire a rimettere in sesto un paese che sembrava, ogni giorno di più, diventare una facile preda per gli appetiti dei grandi regni stranieri.
Nel primo libro lasciamo un Ramses fanciullo in procinto di salire al trono, in questo lo vediamo affrontare concretamente i problemi che porta l'assumere una carica così importante in così giovane età.
Di questo libro mi è piaciuto il modo in cui l'autore mescola fatti storici ben noti con figure legate al mito, come quella di Mosè, il migliore amico del Faraone, che si trova combattuto tra la fedeltà a Ramses e la sua fede. Suggestivo l'accostamento della fede ebraica con quella del dio unico Aton, sebbene l'intera storia dell'esodo riportata nella Bibbia in realtà non abbia tuttora alcun riscontro certo nella storia egizia.
Molti erano i nemici da cui guardarsi e pochi i fedeli servitori delll’Egitto su cui contare veramente.
In primis bisognava preoccuparsi della infida, ma potentissima, aristocrazia tebana, poi della gelosia dei fratelli del Faraone per un destino che non ritenevano giusto e infine del nemico più pericoloso, l’astuta casta sacerdotale che aveva in Karnak il suo centro del potere. Il nuovo Faraone non poteva che essere assillato dai dubbi su come riuscire a rimettere in sesto un paese che sembrava, ogni giorno di più, diventare una facile preda per gli appetiti dei grandi regni stranieri.
Nel primo libro lasciamo un Ramses fanciullo in procinto di salire al trono, in questo lo vediamo affrontare concretamente i problemi che porta l'assumere una carica così importante in così giovane età.
Di questo libro mi è piaciuto il modo in cui l'autore mescola fatti storici ben noti con figure legate al mito, come quella di Mosè, il migliore amico del Faraone, che si trova combattuto tra la fedeltà a Ramses e la sua fede. Suggestivo l'accostamento della fede ebraica con quella del dio unico Aton, sebbene l'intera storia dell'esodo riportata nella Bibbia in realtà non abbia tuttora alcun riscontro certo nella storia egizia.