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diffrazioni 's review for:
La ribelle di Gaza
by Asmaa Alghoul, Selim Nassib
Il paese di Sansone e Dalila
«Il messaggio di Israele era: "siamo in grado di distruggere Gaza e nessuno verrà ad aiutarvi, nessuno ci fermerà. Siete alla nostra mercè"». Il libro è del 2016 e queste parole di Asmaa Alghoul si riferiscono alla guerra del 2014, cinquantuno giorni d'estate in cui Gaza ha subito attacchi terribili.
Questo è il racconto di una ribelle contro ogni oppressione. «L'unica cosa che manca alla gente è un buon libro. Di questo ha bisogno Gaza. È un territorio che ha solo bisogno di aprirsi al mondo, e a vietarlo è l'assedio imposto da Israele, Hamas, al-Fatah ed Egitto». Questa promozione della lettura non è una frase ad effetto che Asmaa piazza lì a caso. Segue il racconto di un suo cugino che, militante di Hamas, dopo aver letto alcuni libri abbandona l'organizzazione islamica, la sua violenza e il suo fanatismo.
Asmaa Alghoul è perseguitata da tutti. Non la sopporta al-Fatah, Hamas l'ha incarcerata più volte e anche picchiata, Israele l'ha inserita nella lista delle persone sgradite. Asmaa non è sola: sono tante e tanti, i ribelli a Gaza, con buona pace della frottola secondo cui i palestinesi sono tutti con Hamas (e quindi, in fondo in fondo, quello che gli sta capitando un po' se lo sono voluto).
È un libro di vita, La ribelle di Gaza, è un atto d'amore verso Gaza. «Gli stranieri che ci venivano due settimane finivano per fermarsi sei mesi. C'è una magia in questo territorio, si diventa se stessi, si percepisce il valore della propria vita e non per il fatto di essere mussulmani, cristiani o ebrei. Il centro del mondo non è la kaaba della Mecca, come sostengono i sauditi, ma Gaza, il paese di Sansone e Dalila».
«Il messaggio di Israele era: "siamo in grado di distruggere Gaza e nessuno verrà ad aiutarvi, nessuno ci fermerà. Siete alla nostra mercè"». Il libro è del 2016 e queste parole di Asmaa Alghoul si riferiscono alla guerra del 2014, cinquantuno giorni d'estate in cui Gaza ha subito attacchi terribili.
Questo è il racconto di una ribelle contro ogni oppressione. «L'unica cosa che manca alla gente è un buon libro. Di questo ha bisogno Gaza. È un territorio che ha solo bisogno di aprirsi al mondo, e a vietarlo è l'assedio imposto da Israele, Hamas, al-Fatah ed Egitto». Questa promozione della lettura non è una frase ad effetto che Asmaa piazza lì a caso. Segue il racconto di un suo cugino che, militante di Hamas, dopo aver letto alcuni libri abbandona l'organizzazione islamica, la sua violenza e il suo fanatismo.
Asmaa Alghoul è perseguitata da tutti. Non la sopporta al-Fatah, Hamas l'ha incarcerata più volte e anche picchiata, Israele l'ha inserita nella lista delle persone sgradite. Asmaa non è sola: sono tante e tanti, i ribelli a Gaza, con buona pace della frottola secondo cui i palestinesi sono tutti con Hamas (e quindi, in fondo in fondo, quello che gli sta capitando un po' se lo sono voluto).
È un libro di vita, La ribelle di Gaza, è un atto d'amore verso Gaza. «Gli stranieri che ci venivano due settimane finivano per fermarsi sei mesi. C'è una magia in questo territorio, si diventa se stessi, si percepisce il valore della propria vita e non per il fatto di essere mussulmani, cristiani o ebrei. Il centro del mondo non è la kaaba della Mecca, come sostengono i sauditi, ma Gaza, il paese di Sansone e Dalila».