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A review by stephthepanda
Ready Player Two by Ernest Cline
1.0
Nonostante le mie non elevate aspettative, sono rimasta comunque delusa da questo seguito.
Perché non avevo alte aspettative?
Perché generalmente libri che escono così tanto tardi rispetto al primo, non riscuotono tanto successo, un po’ perché l’idea si vede che è forzata, un po’ perché non è propriamente volere dello scrittore.
Infatti le mie idee in merito al perché sia uscito così tardi sono due:
1) Ernest Cline aveva l’idea, ma non sapeva come svilupparla;
2) Ernest Cline ha avuto molte richieste in merito ad un eventuale seguito da parte della fanbase, e lui ha cercato di accontentarla.
La seconda ipotesi è quella più probabile, perché Ernest Cline è abbastanza onesto nel farti capire (perché viene proprio citato) che si sia ispirato ad un anime: Sword Art Online (almeno per quanto riguarda ciò che da l’inizio a tutto).
A mio onesto parere, non aggiunge nulla al primo.
Onestamente, durante la lettura speravo di sbagliarmi, sperando di ritrovare quell’amore che mi aveva portata a leggere il primo libro tutto d’un fiato, a “divorarmelo”.
Ahimè, così non è stato.
La trama, per quanto possa essere avvincente (perché segue le vibes del suo "predecessore": una gara alla ricerca di qualcosa, in questo caso: sette schegge), non va avanti!
Il libro è lento, per assurdo.
Sembra un modo, da parte di Ernest Cline di mostrare quanto lui sappia di alcune cose, ma allo stesso tempo sembra un vago tentativo di riempire pagine e di conseguenza, la trama.
In che senso? Nel senso che in alcune missioni, sembra come lui non sappia come darti il contesto e quindi l’unico modo che ha per darlo/farlo, è farti vedere che lui sa tante cose.
Faccio un riferimento: missione per trovare la quarta o quinta scheggia, dove vanno a finire nel mondo dedicato ad un regista (John Hughes che ha diretto, per farvi intendere quante informazioni verranno fornite nel libro: 8 film, ne ha sceneggiati ben 34), e Cline non fa altro che descriverti l’attore X, che ha interpretato il ruolo Y, nel film Z, vestito in a,b,c,d,e che ha la variante X.1, che ha come ruolo Y.1 e così via..
Così non mi viene dato un contesto, mi bombardi solamente di informazioni, che rallentano la trama, che non mi aggiungono nulla e che mi fanno quasi perdere nella lettura e/o il filo della storia (cosa che non perdi nella realtà, grazie al clima di tensione generatosi da limite di tempo entro cui devono risolvere i vari enigmi).
Per assurdo, non vedi l’ora di giungere alla fine del capitolo per prenderti una pausa, perché ti ha “stancato”, il che è completamente in contrasto con il libro che lo precede, dove vuoi soltanto andare avanti nella lettura, per sapere cosa succede nel capitolo successivo.
Il libro è un continuo: andare avanti – bloccarsi – tornare indietro – ri-andare leggermente avanti; fino a quando non si sblocca definitivamente a 50 pagine dalla fine, perché è dove oggettivamente succede il BOTTO.
Nel primo, ti venivano illustrati questi tipi di dettagli, ma non erano mai tali, da rallentarti nella trama, erano EFFETTIVAMENTE finalizzati a crearti un contesto e a farti immaginare il mondo in cui ti trovavi.
Lo consiglio? Ni.
Se siete curiosi, okay..
Altrimenti non c’è bisogno.
Secondo me il primo, è molto molto meglio rispetto al secondo, infatti è proprio per questo che mi viene da consigliarvi la lettura del primo, evitando il secondo.
Perché non avevo alte aspettative?
Perché generalmente libri che escono così tanto tardi rispetto al primo, non riscuotono tanto successo, un po’ perché l’idea si vede che è forzata, un po’ perché non è propriamente volere dello scrittore.
Infatti le mie idee in merito al perché sia uscito così tardi sono due:
1) Ernest Cline aveva l’idea, ma non sapeva come svilupparla;
2) Ernest Cline ha avuto molte richieste in merito ad un eventuale seguito da parte della fanbase, e lui ha cercato di accontentarla.
La seconda ipotesi è quella più probabile, perché Ernest Cline è abbastanza onesto nel farti capire (perché viene proprio citato) che si sia ispirato ad un anime: Sword Art Online (almeno per quanto riguarda ciò che da l’inizio a tutto).
A mio onesto parere, non aggiunge nulla al primo.
Onestamente, durante la lettura speravo di sbagliarmi, sperando di ritrovare quell’amore che mi aveva portata a leggere il primo libro tutto d’un fiato, a “divorarmelo”.
Ahimè, così non è stato.
La trama, per quanto possa essere avvincente (perché segue le vibes del suo "predecessore": una gara alla ricerca di qualcosa, in questo caso: sette schegge), non va avanti!
Il libro è lento, per assurdo.
Sembra un modo, da parte di Ernest Cline di mostrare quanto lui sappia di alcune cose, ma allo stesso tempo sembra un vago tentativo di riempire pagine e di conseguenza, la trama.
In che senso? Nel senso che in alcune missioni, sembra come lui non sappia come darti il contesto e quindi l’unico modo che ha per darlo/farlo, è farti vedere che lui sa tante cose.
Faccio un riferimento: missione per trovare la quarta o quinta scheggia, dove vanno a finire nel mondo dedicato ad un regista (John Hughes che ha diretto, per farvi intendere quante informazioni verranno fornite nel libro: 8 film, ne ha sceneggiati ben 34), e Cline non fa altro che descriverti l’attore X, che ha interpretato il ruolo Y, nel film Z, vestito in a,b,c,d,e che ha la variante X.1, che ha come ruolo Y.1 e così via..
Così non mi viene dato un contesto, mi bombardi solamente di informazioni, che rallentano la trama, che non mi aggiungono nulla e che mi fanno quasi perdere nella lettura e/o il filo della storia (cosa che non perdi nella realtà, grazie al clima di tensione generatosi da limite di tempo entro cui devono risolvere i vari enigmi).
Per assurdo, non vedi l’ora di giungere alla fine del capitolo per prenderti una pausa, perché ti ha “stancato”, il che è completamente in contrasto con il libro che lo precede, dove vuoi soltanto andare avanti nella lettura, per sapere cosa succede nel capitolo successivo.
Il libro è un continuo: andare avanti – bloccarsi – tornare indietro – ri-andare leggermente avanti; fino a quando non si sblocca definitivamente a 50 pagine dalla fine, perché è dove oggettivamente succede il BOTTO.
Nel primo, ti venivano illustrati questi tipi di dettagli, ma non erano mai tali, da rallentarti nella trama, erano EFFETTIVAMENTE finalizzati a crearti un contesto e a farti immaginare il mondo in cui ti trovavi.
Lo consiglio? Ni.
Se siete curiosi, okay..
Altrimenti non c’è bisogno.
Secondo me il primo, è molto molto meglio rispetto al secondo, infatti è proprio per questo che mi viene da consigliarvi la lettura del primo, evitando il secondo.