Take a photo of a barcode or cover
Se mi segui su Twitter dal 2007 e hai un’ottima memoria forse ricorderai che, quando i tweet si scrivevano in terza persona, a ogni piè sospinto scrivevo “invoca la fine del mondo durante una tempesta”. Questa uscita drammatica deriva da una scena di King Lear che mi è stata proposta in fotocopia in terza liceo.
Ci sono voluti più di dieci anni, con altre opere di Shakespeare in mezzo, prima che ritrovassi la scena originale in tutta la sua integrità (e quindi non più il re che sbraita agitando il pugno contro il cielo mentre il servo, che in realtà è il Matto, che gli dice: ma magari rientriamo, ché ora piove): è dall’atto terzo, scena seconda.
Ci sono voluti più di dieci anni, con altre opere di Shakespeare in mezzo, prima che ritrovassi la scena originale in tutta la sua integrità (e quindi non più il re che sbraita agitando il pugno contro il cielo mentre il servo, che in realtà è il Matto, che gli dice: ma magari rientriamo, ché ora piove): è dall’atto terzo, scena seconda.
Storm still. Enter Lear and Fool.Al contrario dei fulmini e delle saette che mi hanno portato a leggerlo, quello che mi resta di questa tragedia sono i momenti di quiete.
LEAR.
Blow, winds, and crack your cheeks! Rage, blow!
You cataracts and hurricanoes, spout
Till you have drench’d our steeples, drown’d the cocks!
You sulph’rous and thought-executing fires,
Vaunt-couriers of oak-cleaving thunderbolts,
Singe my white head! And thou, all-shaking thunder,
Strike flat the thick rotundity o’ th’ world!
Crack nature’s moulds, all germains spill at once
That makes ingrateful man!
FOOL.
O nuncle, court holy-water in a dry house is better than this rain-water out o’ door. Good nuncle, in, ask thy daughters blessing. Here’s a night pities neither wise men nor fools.
You must bear with me.
Pray you now, forget and forgive.
I am old and foolish.