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elena_monti 's review for:
La macchia umana
by Philip Roth
Roth si concentra sulla costruzione dell'identità, arrivando a sottolineare la convinzione che gli esseri umani in ultima analisi siano inconoscibili.
Tutti sanno.
La segretezza identitaria e l’autoinvenzione, che creano continuamente i personaggi de La macchia umana, non solo ottengono comprensioni provvisorie, ma anche radicalmente opposte.
Moralismi pubblici e morbosi comportamenti privati, sullo sfondo dello scandalo di Bill Clinton, che illumina come una scenografia colorata a teatro.
1998, anno in cui l’ipocrisia si muove dal piano della storia pubblica americana a quello della sfera privata, e quanto più il primo è deformato ed elogiato, tanto più il secondo è attaccabile e fragile.
Nascondi il privato ed elogia il pubblico.
Sesso e morte, binomio spesso scritto da Roth che è l’ennesimo epilogo dell’individuo condannato dalla morale pubblica.
Roth scrive sempre la stessa storia, ma si fa beffe di noi, perché non ce ne accorgiamo.
Che maestro.