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A review by marameeooo
Scheletro femmina by Francesco Cicconetti
4.0
Fatevi un favore e non leggetelo se non volete ritrovarvi in una pozzetta di lacrime da raccogliere col cucchiaino appena chiuderete i ringraziamenti.
Non so esattamente quando ho smesso di leggere di Francesco ed è diventato un guardarsi dentro, un andare a stuzzicare il cane che dorme, un tartassare una ferita ancora un po’ aperta, di quelle che hanno la crosta appena fatta, che quando la gratti via sei stupitə di vederci uscire ancora sangue.
Sarà che la mia Sara ha un altro nome, ma mi sono specchiata in alcune pagine (soprattutto nelle parti Rabbia e Risveglio) come mai prima, e penso che quando un libro ti arriva così tanto dentro, vuol dire che ha centrato nel segno.
Quando ho iniziato a leggere la sezione Rabbia mi urtava, si percepiva proprio il fastidio provato dal protagonista e, di riflesso, lo provavo anche io, in qualche modo mi lasciava inquieta.
Dopo aver finito il libro, invece, sono grata che qualcuno abbia raccontato anche gli aspetti negativi, i momenti no, la rabbia, il fastidio che ogni tanto riversi anche su persone che non c’entrano nulla e a cui vuoi bene, quando non stai bene con te stessə;
mi ha aiutato a capire che non sono sola e/o cattiva per aver pensato delle cattiverie.
Non è un romanzo sulla transizione, ma è sull’amore come motore portante del mondo, soprattutto per chi lo vive così voracemente, per chi è tutto o bianco o nero.
Non so esattamente quando ho smesso di leggere di Francesco ed è diventato un guardarsi dentro, un andare a stuzzicare il cane che dorme, un tartassare una ferita ancora un po’ aperta, di quelle che hanno la crosta appena fatta, che quando la gratti via sei stupitə di vederci uscire ancora sangue.
Sarà che la mia Sara ha un altro nome, ma mi sono specchiata in alcune pagine (soprattutto nelle parti Rabbia e Risveglio) come mai prima, e penso che quando un libro ti arriva così tanto dentro, vuol dire che ha centrato nel segno.
Quando ho iniziato a leggere la sezione Rabbia mi urtava, si percepiva proprio il fastidio provato dal protagonista e, di riflesso, lo provavo anche io, in qualche modo mi lasciava inquieta.
Dopo aver finito il libro, invece, sono grata che qualcuno abbia raccontato anche gli aspetti negativi, i momenti no, la rabbia, il fastidio che ogni tanto riversi anche su persone che non c’entrano nulla e a cui vuoi bene, quando non stai bene con te stessə;
mi ha aiutato a capire che non sono sola e/o cattiva per aver pensato delle cattiverie.
Non è un romanzo sulla transizione, ma è sull’amore come motore portante del mondo, soprattutto per chi lo vive così voracemente, per chi è tutto o bianco o nero.