momotan 's review for:

L'uomo invisibile by H.G. Wells
4.0

La fine dell'ottocento vedeva evidentemente la società guardare con attenzione, ammirazione e un po' di timore alla scienza, e ai progressi inimmaginabili che questa compiva.

E così dopo che Stevenson aveva immaginato gli estremi cui si sarebbe potuti arrivare separando la parte buona di una persona da quella cattiva, e dopo che lo stesso Wells aveva ipotizzato la creazione di una macchina per viaggiare nel tempo mostrandoci il futuro della Terra... eccoci ora alle prese con un altro dei grandi sogni dell'uomo, l'invisibilità.

Chi non ha mai sognato di poter diventare invisibile? Chi non si è mai fermato a pensare a cosa avrebbe potuto ottenere se solo avesse avuto questo potere?

Wells ci accontenta, presentandoci il grande scenziato Griffin, che è riuscito a scoprire il segreto dell'invisibilità.
Ma come già aveva fatto Stevenson con lo sdoppiamento tra Jekyll e Hyde, anche in questo caso il successo dell'esperimento non porta a niente di buono.
Infatti oltre ai lati negativi dell'invisibilità, scopriamo che i lati positivi si limitano a efferatezze, e anche quando ancora Griffin non era scivolato nella follia criminale, gli usi che ne ipotizzava erano egoistici e malvagi, forte del fatto che, semplicemente, non sarebbe potuto venire incolpato di quanto fatto da un uomo invisibile.

Un bel libro, ben scritto, interessante nella tematica, realistico nelle reazioni e nello svolgimento.