A review by ombraluce
The Eye of the Leopard by Henning Mankell

5.0

Un Mankell "fuori serie", nel senso di fuori dalla conosciutissima serie del commissario Wallander, ma fuori serie anche per la bellezza e la profondità del romanzo, che intreccia eventi avvenuti durante l'infanzia del protagonista, figlio di un uomo che combatte i suoi demoni (la rinuncia al mare, l'allontanamento della moglie) mediante una scientifica ubriachezza, con il suo essersi, da adulto, arenato in Africa all'inseguimento di un desiderio altrui e del tentativo di calmare un senso di colpa macroscopico.
Gli serviranno 20 anni di lavoro, malaria, di testimonianza di violenze inaudite, e, soprattutto, dover commettere due omicidi, per rendersi conto che nonostante tutto l'Africa non ha fatto di lui un uomo migliore e che deve tornare alla terra a cui appartiene e a desiderare per se stesso qualcosa di suo.
Magnifico.

An 'off-standard' Mankell in the sense of outside the well-known Commissioner Wallander's series, but out of the ordinary also for the beauty and depth of the novel, which interlaces the events that took place during the childhood of the protagonist, son of a man fighting his Demons (the renunciation to the sea, the estrangement of his wife) through a scientific drunkenness, with his being, as grown up, stranded in Africa in pursuit of someone else's desire and the attempt to calm a sense of macroscopic guilt.
He'll need 20 years of work, malaria, to testify to of unprecedented violence, and, above all, having to commit two murders to realize that despite everything Africa has not made him a better man and he has to return to the land to which he belongs and to wish for himself something of his own.
Magnificent.