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Lapvona by Ottessa Moshfegh
5.0

c'era una volta Lapvona...
Lapvona è un villaggio medievale su cui regna e veglia un re che, in fondo, re non è
questo Re, con ingordigia e puerilità, guida il piccolo villaggio seguendo sempre e solo la parola del Signore, nel bene e nel male, tra fame e miseria, saccheggiamenti e violenze, siccità e morte
ma non lasciatevi ingannare, poichè nulla, a Lapvona, è come sembra, e neanche i poveri abitanti del vilalggio, che lavorano spezzandosi la schiena per arricchire, sotto la tenera guida del Signore, l'avido Lord, sono così innocenti


una fiaba nera, grottesca, cruda, che non risparmia colpi al lettore, e lo fa proprio perchè intende ferire e smuovere chi legge
è un avvertimento ma anche una richiesta d'aiuto, da parte di un destino che non cambierà mai
una premonizione, uno sguardo nelle vite di chi è senza fede, pur avendo un credo sotto cui vivere
una provocazione forte e chiara: al potere, alla religione, alla morale

la Moshfegh non garantisce movimento, colpi di scena, grandi epifanie
semplicemente, ci consegna questo testo con una sola promessa: ospitarci a Lapvona per un anno


con estrema sincerità, parto dal dirvi che non è un testo che consiglio a chiunque

vengono proposte tematiche molto forti, trattate senza censura o riguardo nei confronti di un pubblico magari più sensibile
dunque, prima di affrontarne la lettura, invito chiunque ad informarsi attentamente sui contenuti della storia, poiché potrebbero urtare profondamente la sensibilità di molti

qui vi lascio alcune 'bandierine rosse', per aiutarvi a comprendere di che tipo di testo stiamo parlando:
•body horror
•c4nnib4l1sm0
•4bus1 di ogni genere
•s4dismo

ma non consiglio questo testo soprattutto a chi è alla ricerca di un libro prettamente disturbante, poichè ripeto, questo testo non nasce come un semplice horror, bensì come uno scritto che vuole riportare, spesso esagerando, gli aspetti mascherati di un'umanità abbandonata
e dunque, il linguaggio crudo e brutale è più che necessario


fortissima è la denuncia che l'autrice fa al fanatismo religioso, uno dei mali più grandi di Lapvona, causa di miseria e morte, poiché in grado di rendere ciechi e sordi gli abitanti del villaggio, che sprofondano in uno stato di estremo bigottismo.
a braccetto con questo, però, ritroviamo anche una forte critica al potere, a chi lo detiene e a come esso venga esercitato (ancora oggi) da persone infantili, poco affidabili, concentrate solo e soltanto al proprio benessere.
lo stesso benessere che ricercano i cittadini di Lapvona, che piegano la religione in una sorta di strumento a favore del proprio egocentrismo, escludendo l'altro, disumanizzandolo: tutto viene fatto per la loro anima, per il loro perdono, per il loro posto in paradiso, anche a discapito degli altri, poiché l'importante è che venga fatto in nome del Signore

questo libro è infatti anche il racconto di gente meschina, bestiale, che spesso e volentieri si nasconde dietro un volere divino per poter esercitare liberamente cattiveria, senza rimorsi o colpe.
'innocenti' che ripiegano in perversioni, vi0lenz3 e 4bus1, per il volere di un Dio che ha abbandonato Lapvona ormai da tempo, rassegnato


la scrittura è magistrale, onirica, scorre sotto gli occhi con estrema freschezza, il che è sorprendente, viste le vicende riportate, che di fresco e luminoso hanno ben poco.
Lapvona è molto diverso dagli altri scritti della Moshfegh: al suo interno non troverete traccia dell'autrice de 'Il Mio Anno di Riposo e Oblio', poichè questa lascia il posto ad una penna più sprezzante, turbata, disturbante

ho apprezzato moltissimo questo libro, poichè è quel tipo di letteratura che riesco a digerire e comprendere in modo diretto e impattante.
è un racconto in cui l'umanità, finalmente, viene presentata per quel che è e potrebbe essere: bestiale, imperfetta dentro e fuori, ipocrita, egoista, putrida


credo che sia un libro da voler interpretare: non ci si può concentrare, nel bene e nel male, soltanto sulla fetta disturbante e turbante di questa storia, tocca saper (e ripeto, voler) guardare oltre, analizzare il perchè di certe dinamiche, di certi avvenimenti

perchè no, Lapvona non è soltanto violenza, ma è anche satira, denuncia e provocazione.
Lapvona è passato, presente e futuro, e noi, in fondo, non siamo altro che degli agnellini che brancolano nel buio, sotto la falsa protezione di chissà quale Signore