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A review by dely_dd
Viaggio in Portogallo by José Saramago
2.0
Finalmente, dopo due mesi e mezzo, sono riuscita a finirlo. Saramago ci racconta del suo viaggio attraverso il Portogallo, da est ad ovest, da nord a sud. Ci descrive chiese e musei che visita, ci parla dettagliatamente dei paesaggi che attraversa in auto e dei paesi in cui sosta.
È una lettura molto molto lenta e a tratti anche noiosa. Sicuramente lo apprezza chi ha già visitato il Portogallo e i luoghi di cui parla Saramago; ma per chi non ci è mai stato le quasi 500 pagine sono un tantino troppe.
Sono riuscita a finirlo perché mi è piaciuto il linguaggio e lo stile di Saramago (in questo libro fa uso della punteggiatura e la mette al posto giusto). Parla di se stesso in terza persona chiamandosi "il viaggiatore" e non mancano battute spiritose e citazioni molto belle sul viaggiare.
Ma quello che il viaggiatore non può vedere lo immagina, è uno dei tanti motivi per cui viaggia. [...] A chi viaggia bisogna siano perdonate questa fantasticherie, guai a colui che le eviterà, non vedrà altro che pietre silenziose e paesaggi indifferenti.
Ecco la buona filosofia: tutto è viaggio. È viaggio ciò che si vede e ciò che si nasconde, è viaggio ciò che si tocca e ciò che si immagina, è viaggio il fragore delle acque che cadono e questo impercettibile sopore che avviluppa i monti.
Il viaggiatore non è un turista, è un viaggiatore. C'è una grande differenza. Viaggiare significa scoprire, il resto significa semplicemente trovare.
La fine di un viaggio è solo l'inizio di un altro.
È una lettura molto molto lenta e a tratti anche noiosa. Sicuramente lo apprezza chi ha già visitato il Portogallo e i luoghi di cui parla Saramago; ma per chi non ci è mai stato le quasi 500 pagine sono un tantino troppe.
Sono riuscita a finirlo perché mi è piaciuto il linguaggio e lo stile di Saramago (in questo libro fa uso della punteggiatura e la mette al posto giusto). Parla di se stesso in terza persona chiamandosi "il viaggiatore" e non mancano battute spiritose e citazioni molto belle sul viaggiare.
Ma quello che il viaggiatore non può vedere lo immagina, è uno dei tanti motivi per cui viaggia. [...] A chi viaggia bisogna siano perdonate questa fantasticherie, guai a colui che le eviterà, non vedrà altro che pietre silenziose e paesaggi indifferenti.
Ecco la buona filosofia: tutto è viaggio. È viaggio ciò che si vede e ciò che si nasconde, è viaggio ciò che si tocca e ciò che si immagina, è viaggio il fragore delle acque che cadono e questo impercettibile sopore che avviluppa i monti.
Il viaggiatore non è un turista, è un viaggiatore. C'è una grande differenza. Viaggiare significa scoprire, il resto significa semplicemente trovare.
La fine di un viaggio è solo l'inizio di un altro.