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mchl_btt 's review for:

Pastorale americana by Philip Roth
5.0

Non servo certo io per dire che un romanzo che ha vinto il Pulitzer sia incredibile, ma siamo qui anche per questo.
Roth non è uno scrittore facile, lo definirei più uno scrittore pregante, carico, titanico, annichilente, come i suoi personaggi. Personaggi che lottando con se stessi interiorizzano la lotta alla società, al cambiamento, al divario generazionale e al decadimento di quel sogno americano illusorio su cui il progresso si è basato. La Pastorale Americana esiste? O è solo la patina sorridente e perbenista che lo Svedese mette in scena, ogni giorno, a discapito delle brutture e delle crepe che si formano e si sedimentano nelle mura della sua vita perfetta? Forse tutto è un lento e inesorabile declino anche nella vita degli esseri che noi idolatriamo, e ce lo dice Zuckerman già da subito:

“Rimane il fatto che, in ogni modo, capire bene la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando. Forse la cosa migliore sarebbe dimenticare di aver ragione o torto sulla gente e godersi semplicemente la gita. Ma se ci riuscite... Beh, siete fortunati.”