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dafne_letturaincorso 's review for:
Il giro di vite
by L. Lunari, Henry James
3,5 ⭐️
Un classico della letteratura gotica e dei racconti di fantasmi, con un’ambientazione sovrannaturale che fa da sfondo a tutta la vicenda.
Particolarmente interessanti sono i personaggi: Miles, Flora e l’istitutrice, in particolare i rapporti che ci sono tra lei e i bambini.
Bambini che ho trovato particolari soprattutto per i loro atteggiamenti, sempre posati, mai una parola fuori posto o un comportamento scorretto, in grado di ammaliare chiunque, compresa la loro istitutrice.
Tanto ammalianti che le loro stesse azioni vengono viste dall’esterno, mai intaccate dalla presenza di lei che altrimenti rovinerebbe il “quadretto” creato.
Eppure a un certo punto l’istitutrice entra con forza nelle vite dei bambini, quando le apparizioni di due fantasmi arriveranno a farla “delirare”. Questa pazzia è istaurata dalla paura, dettata più dall’incapacità di comprendere le visioni che dalle visioni stesse. L’istitutrice è infatti l’unica a vedere i due fantasmi e anche le vicende legate a questi rimangono ignote e sfumate.
Il testo è quindi pervaso da ambiguità dall’inizio alla fine, risultando per noi impossibile capire se i fantasmi siano reali o meno.
Un classico della letteratura gotica e dei racconti di fantasmi, con un’ambientazione sovrannaturale che fa da sfondo a tutta la vicenda.
Particolarmente interessanti sono i personaggi: Miles, Flora e l’istitutrice, in particolare i rapporti che ci sono tra lei e i bambini.
Bambini che ho trovato particolari soprattutto per i loro atteggiamenti, sempre posati, mai una parola fuori posto o un comportamento scorretto, in grado di ammaliare chiunque, compresa la loro istitutrice.
Tanto ammalianti che le loro stesse azioni vengono viste dall’esterno, mai intaccate dalla presenza di lei che altrimenti rovinerebbe il “quadretto” creato.
Eppure a un certo punto l’istitutrice entra con forza nelle vite dei bambini, quando le apparizioni di due fantasmi arriveranno a farla “delirare”. Questa pazzia è istaurata dalla paura, dettata più dall’incapacità di comprendere le visioni che dalle visioni stesse. L’istitutrice è infatti l’unica a vedere i due fantasmi e anche le vicende legate a questi rimangono ignote e sfumate.
Il testo è quindi pervaso da ambiguità dall’inizio alla fine, risultando per noi impossibile capire se i fantasmi siano reali o meno.