3.84 AVERAGE


Na dit boek ben ik een aantal jaar geleden afgehaakt met deze serie. Niet omdat het zo'n slecht boek was, maar ik had er even helemaal genoeg van. Er wordt een nieuw probleem ontdekt, wat weer ernstiger en groter is dan waar de serie daarvoor al mee te maken heeft gehad. En de personages spraken me ook niet zo aan, wat onder andere komt omdat er een aantal personages is uit eerdere boeken die ik veel leuker vond die nu dood zijn of niet (veel) voorkomen in dit boek.
Ik denk nu dat ik deze serie ooit nog wel weer oppak, ergens ben ik wel nieuwsgierig hoe het verder gaat.
adventurous medium-paced
Plot or Character Driven: Plot
Strong character development: Yes
Loveable characters: Yes
Diverse cast of characters: Yes
Flaws of characters a main focus: Yes
adventurous dark mysterious slow-paced
Plot or Character Driven: Character
Strong character development: Yes
Loveable characters: No
Diverse cast of characters: No
Flaws of characters a main focus: Yes

Final book of the trilogy has a different main protagonist than the first two, a winding travel story, and a long exposition about in-works theology. As usual, the author writes women poorly, a fact I'd forgotten until the finale since the middle bulk has nearly no women at all.

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adventurous challenging dark mysterious fast-paced
Plot or Character Driven: A mix
Strong character development: Yes
Loveable characters: Yes
Diverse cast of characters: Yes
Flaws of characters a main focus: Yes
adventurous dark

Ovviamente, il terzo volume di una trilogia è praticamente incomprensibile senza avere presenti i primi due libri.
In questi libri, il protagonista era Artiglio del falco d’argento, un giovane appartenente alla tribù degli Orosini. Tribù che venne massacrata da una banda di mercenari al soldo del Duca di Olasko. Artiglio venne salvato dal figlio di Pug, il mago eroe della Riftwar, e venne allevato ed istruito per diventare un’arma del Conclave, un gruppo segreto di individui che lottavano contro alcune entità maligne, già responsabili della Guerra del Serpente.
Artiglio assunse il nome di Tal Hawkins, si fece passare per nobile e divenne il più abile spadaccino di quelle terre, al punto da venire assunto al servizio del Duca. Lì rimase, lavorando come sicario per il suo nemico, fino a quando il Duca non lo tradì facendolo incarcerare. A quel punto fuggì e, alla testa di diversi eserciti radunatisi per fermare le ambizioni del Duca e del suo malvagio consigliere -che in realtà era il nemico del Conclave, un mago malvagio ed immortale che ricercava solo il caos- si impadronì del suo regno.
Alla fine del secondo libro, il Duca venne esiliato: lo teletrasportarono sull’altro continente del mondo, un luogo di cui ignorava perfino la lingua, e lo lasciarono da solo nel deserto.

Kaspar

Incredibilmente, il protagonista di questo libro è proprio Kaspar, ex-Duca di Olasko.
Sopravvissuto al deserto e agli schiavisti, trova rifugio in una fattoria dove col tempo impara la lingua locale. Oltre ad una più importante comprensione, e cioè la comprensione della vita della gente comune, che aveva sempre ignorato trattandola come numeri su pergamene.
Più il tempo passava, e più Kaspar capisice che il mago che era diventato suo consigliere lo aveva plagiato, facendogli prendere decisioni cui mai avrebbe pensato e che mai avrebbe volontariamente accettato.
Certo non sarebbe mai stato considerato un buono, e il suo mago aveva trovato del marcio su cui far leva, ma sostanzialmente la sua ambizione era stata quella di rafforzare il ducato per evitare che venisse infestato da guerre; ciò a cui puntava era la soddisfazione della sua popolazione.

Intenzionato a riprendersi il trono, Kaspar comincia un lungo cammino verso casa, consapevole di dover trovare un modo per attraversare l’oceano. Incappa invece in un’armatura nera, malvagia, che lo cattura con un incantesimo impedendogli di sbarazzarsene e costringendolo a portarla sempre più a ovest.
Quando finalmente si libera dell’incantesimo, conosce la vera natura dell’armatura. Sa che viene da un’altra dimensione, e sa che finchè questa cosa rimarrà su Midkemia -il suo mondo- si apriranno sempre più varchi tra le dimensioni, facendo passare mostri potentissimi. Fino a quando un esercito invincibile non sarebbe passato dai varchi, distruggendo il suo mondo.
E’ per evitare la distruzione del mondo (da cui sa che nè lui nè le poche persone a cui tiene riuscirebbero a salvarsi) che accetta di portare l’armatura dai suoi vecchi nemici: Tal e il Conclave.
E questi, seppure dopo un’iniziale indifferenza, lo accetteranno tra di loro per ascoltare il suo racconto.
E dopo aver combattuto fianco a fianco contro il suo antico consigliere ed i suoi servitori, si giunge alla prevedibile conclusione di questo viaggio di maturazione dell’ex-duca: il suo ingresso nel conclave, che si sta preparando per l’imminente guerra contro il mago malvagio.

Maturazione

Un cambiamento che avrebbe dell’incredibile, se non fosse stato gestito molto bene.
Kaspar non è un buono, non lo sarà probablimente mai. Nè finge di esserlo.
La prima parte del suo viaggio serve però per far capire (a noi e a lui) che nemmeno è malvagio come era sembrato, che era colpa del mago che lo aveva soggiogato.
La seconda parte è frutto di una costrizione: se non seguisse la direzione in cui l’incantesimo di cui è vittima lo sospinge, morirebbe. Quindi non può fare altro che proseguire, fino a quando non arriva al Padiglione degli Dèi e gli viene mostrata la verità sull’armatura.
La terza parte è finalmente una sua scelta. Sceglie di rischiare la vita per portare quell’oggetto dai suoi nemici, perchè sono gli unici in grado di farla sparire prima che distrugga il mondo. Rimane affascinato dalla loro scuola. Dal loro potere.

Alla fine, quando è chiaro che hanno gli stessi nemici -e quando ormai lui ha rinunciato a riprendersi il trono, sul quale ormai siede la sorella e che è adesso sicuro e in pace con i regni confinanti- il passo verso il suo divenire un agente del Conclave è breve, nonchè scontato.

Trilogia

La pecca di questa trilogia è che, rispetto alla Riftwar, alla Guerra del Serpente, alla Darkwar… beh, questa trilogia non ha senso compiuto.
Il primo libro ci mostra Artiglio, dallo sterminio della sua tribù fino al suo ingresso al servizio del Duca, che compare pochissimo.
Il secondo libro ci mostra la caduta di Artiglio, la sua riscossa, la caduta del Duca. E ci mostra il vero nemico, il mago Varen.
Il terzo riabilita il Duca, che risale dal fondo fino a entrare nel Conclave.

Alla fin fine, però, la trilogia fa solo da prologo alla prossima saga, introduce il Conclave delle Ombre e crea due personaggi come Tal e Kaspar. Due guerrieri, due personaggi molto profondi… ma nient altro.

Per quanto ben scritta, alla fine risulta un poco deludente come saga
adventurous mysterious reflective medium-paced
Plot or Character Driven: Plot
Strong character development: Yes
Loveable characters: No
Diverse cast of characters: No
Flaws of characters a main focus: Yes
adventurous mysterious medium-paced

I have read almost all of Feist's many novels set in Midkemia and have found most of them good or very good. As long as you skip the "Krondor:...." trilogy, you are safe. this book is billed as the last in the Conclave of Shadows trilogy, but it reads as a fairly independent novel from the first two as Talwin Hawkins has only a small part. interesting in that this story is told from the point of view of the villain in the first two novels. it reads almost like a travelogue through the first dozen books, with references to almost every major battle and event of the past. the story itself is pretty good, although the redemption of Kaspar drags a bit. in the end, the book reads mostly as a set up for the next trilogy, of which at least two books are already out. on to the future!

a really interesting way to bring new stakes to midkemia and beyond