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Metro 2033

Dmitry Glukhovsky

3.8 AVERAGE


L’idea alla base della storia è validissima: nel passato c’è stata la tanto temuta guerra nucleare, e tanti saluti a tutti quanti.
O no… perché alcuni, i fortunati, hanno fatto in tempo a rifugiarsi nella metropolitana di Mosca, sigillandovisi dentro e resistendo in questo modo alle radiazioni.
Creando una nuova società, dove le stazioni sono città indipendenti (o unite in alleanze), dove religioni e leggende nascono e muoiono, dove il mondo esterno è un paesaggio ostile da affrontare con tute protettive e armi letali, dove i tunnel che uniscono le stazioni sono oscuri e pieni di pericoli.
Già, pericoli.

Che non sono solo i briganti o i soldati delle città limitrofe. I pericoli sono anche i ratti, sono le creature misteriose che abitano nelle profondità della Metro e fanno sparire o impazzire la gente, sono le creature mutate che vivono in superficie e che ormai dominano la terra.
Sono i Tetri, umanoidi che sembrano dei negativi degli uomini, dotati di poteri telepatici, in grado di fare impazzire le persone, di sopravvivere ai proiettili, di uccidere i soldati a mani nude.
Queste nuove creature stanno assalendo la stazione VDNKh, e quasi per caso il giovane Artyom si ritroverà invischiato in una importantissima missione per salvare la sua città, la Metropolitana e l’intera umanità dalla minaccia rappresentata da queste creature.

Per fare ciò dovrà raggiungere la leggendaria Polis, da cui proveniva il potente guerriero Hunter, e avvisarli del pericolo ricevendone in cambio l’aiuto necessario a salvare tutti quanti.
Un viaggio lunghissimo e pericoloso, che lo porterà a contatto con una varietà infinita di stazioni (ricche e meno ricche, isolazioniste e dedite al commercio, governate dagli studiosi o dai nostalgici del comunismo o dai neonazisti) e di persone, ognuna con la propria filosofia di vita, ognuna con la propria verità. Al punto che lui stesso si ritrova incapace di credere realmente in qualcosa, arrivato quasi al termine del suo viaggio, quando ormai sarà disilluso e avrà visto perfino la verità dietro a una religione creata a tavolino.

Ripeto, l’idea è buonissima. E alcune scene sono ben scritte, con la giusta atmosfera cupa e opprimente, la giusta impotenza del protagonista, la giusta dose di mistero.
Anche la parte finale, dalla polis in poi, è gradevole.

Però prima di allora, e cioè per gran parte del libro, l’aria che si respira è quella di una forzatura.
Artyom va perché deve, chiunque incontri lo spinge casualmente lungo il suo cammino, tutti muoiono intorno a lui e lui avanza senza nemmeno volerlo realmente. E quando la situazione è critica, arriva il deus ex machina che lo salva, o sotto forma di una compulsione che lo spinge a comportarsi in maniera anomala.
Senza contare le spiegazioni gratuite fornite all’inizio del libro, sotto forma di dialogo assolutamente inutile (per le persone coinvolte nel dialogo).

E poi sembra che ci sia troppo di tutto.
Scienziati e maghi, tecnologia e misticismo, religioni e filosofia, ogni tipo di città, addirittura abbiamo un impero comunista e un impero nazista che si scontrano con città libere e con leghe.
E spesso a un concetto viene dedicato un solo capitolo, poi si corre oltre. Con un protagonista abbastanza duro di comprendonio (ma la cosa è scusabile, visto che si è trovato coinvolto in tutto questo quasi per caso).

Sono poi indeciso su come considerare il finale.
E’ bello e dà spessore alla storia, coprendo qualche falla logica sbucata lungo il percorso. Ma allo stesso tempo fa pensare “e allora perché arrivare a questo punto, perché non agire prima?”, e il fatto che mi continui a tornare in mente Il gioco di Ender non so se sia un bene (mi ricorda quell’ottimo libro) o un male (la parte finale con il Vangelo di Artyom sembra pari pari il finale, via).
Alla fine direi che è una buona lettura, di certo non qualcosa di grandioso o eccezionale. Si difende e si salva da valutazioni negative, ma ha parecchi lati oscuri a mio avviso.
adventurous dark mysterious tense medium-paced
Plot or Character Driven: A mix
Strong character development: Yes
Loveable characters: Complicated
Diverse cast of characters: Yes
Flaws of characters a main focus: Complicated

Huh huh... Olipa kokemus. 

Mistä aloittaisi? No vaikka siitä,  että puolisoni pelasi Metro-pelisarjan ja ihastui niihin jo muutama vuosi takaperin.  Itse löysin tämän kirjan vahingossa hieman sen jälkeen ja puolisoni innostui hieman asiasta.  Hän tosin itse ei ole lukija,  mutta halusi tietää,  onko kirjassa sama juoni kuin itse pelissä.

Aloitin lukemaan tätä noin pari vuotta sitten,  mutta sisu meni kurkkuun. Kirja on aikamoinen tiiliskivi ja teksti pientä pränttiä. Alku myös hieman haastava,  koska paikkojen etsiminen pienen pienestä metrokartasta oli haastavaa,  mutta toisaalta välttämätöntä,  koska vain silloin ymmärsi tiettyjä asioita paremmin. Nyt Helmet-haasteen myötä menin kysymään paremmalta puoliskoltani,  minkä kirjan otan seuraavaksi lukuun (kohta 5) ja astuin ansaan: puolisoni ehdotti juuri tätä kirjaa 😅 Joten ei kun kokka kohti metroa.

Ja vau! Tämä oikeasti on todella hyvä kirja. Tosin matkan edetessä päätin,  että tämä meneekin Helmetin kohtaan 41, koska en todellakaan haluaisi elää tuolla. Sen sanottuani nostan kyllä hattua kirjailijalle,  joka on todellakin luonut laajan maailman yksityiskohtia myöten. Selkeästi hän on pohtinut asiat loppuun asti ja se näkyy. Dystopinen maailma,  jossa ihmiset pyrkivät selviämään maan alla ja samalla ihmisluonto toisaalta muovautuu ja osin myös täysin muuttuu.

Lukija kulkee päähenkilö Artjomin matkassa. Artjom on syntynyt maan pääliseen maailmaan,  mutta jo lapsena joutunut pakenemaan metroon. Koska oli niin nuori,  ei hän muista, mikä kaiken aiheutti ja millaista elämä maan päällä oli. Matkan edetessä asioita tulee esiin ja näin lukijallekin selviää erinäisiä asioita. On myös upeaa pohdintaa uskonnosta,  politiikasta ja luonnonvoimista.
slow-paced
Plot or Character Driven: A mix
Strong character development: No
Loveable characters: No
Diverse cast of characters: No

Found it a bit slow to get going, taking until over half way through the book for the story to start getting interesting. Still an enjoyable read though, with some great moments of action and tension, and a constant awareness of the struggle to survive in the metro. Good world building as well.

Having played - and thoroughly enjoyed - the video game adaptation of this novel, I immediately set about getting a copy and got stuck in. I also enjoyed the novel, but the translation from the original Russian sometimes left something to be desired; phrases and interactions which in their native tongue probably make perfect sense come across as clunky or confusing to western readers.

It also explores deeper topics than the game - fate, ideology, and human condition to mention a few - and in a way that's perhaps not ideally suited for (and I mean no offence here) the light-weight readers that a lot of gamers tend to be.

The post-apocalyptic flavour to the world created is brilliant, with so many mysteries hinted at but never explained, and questions asked but never answered (like the stars atop the Kremlin) do a wonderful job of creating a world that you can believe exists, hinting at history, at layers below the narrative that exist, even if they're not explored. It adds texture. It adds depth.

In short, if you like your post-apocalyptic worlds to be desperate and dark (very dark! There's no lights in them tunnels!), or you've played the game and fancy trying something different, then this is for you.

Probably don't read it whilst commuting on the Tube though...

+ The Moscow subway system is a really interesting and original setting for a fantasy adventure.
- The plot and storytelling is unexceptional; the observations on politics and philosophy (of which there are a lot) are banal. Also there's about 60 named characters in this book, of which (and I'm not joking) *one* is a woman, and she's an extremely minor character who gets one line of dialogue.

Gloomy in every sense of the word.

2,5/5
adventurous dark emotional mysterious sad tense fast-paced
Plot or Character Driven: Plot
Strong character development: Yes
Loveable characters: Yes
Diverse cast of characters: Yes
Flaws of characters a main focus: No

I would never have picked this up if a friend of mine had not gotten it for me, saying it was his favorite book - and he’s not a reader. Once I started it though, I could tell this was something totally unlike I’ve ever read. I don’t normally like apocalypse/post-apocalypse themes but this felt so different and was executed so well.

The book was filled with anticipation, suspense, creepiness, some downright horror, but along with that is some intense world building about life living in a metro. It felt real, I could visualize it. It dealt with existentialism and what humanity means, among other themes.

Artyom has to experience things that rattled him and nearly made him go crazy, gradually discovering things along the way, and the reader does so along with him. That ending was a doozy and it makes you see the whole journey over the course of the book differently.