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Me, reading this book: "Hmm, this is pretty compelling. Roth has a gift for evoking place and time. I think—"
"...the gift of molestation..."
Me again: "Whoa. Um. Are we just gonna go past this?"
--
The book has me wrapped up in its questions and feelings, but this is in spite of Roth's commitment to being a "man's writer" or whatever.
"...the gift of molestation..."
Me again: "Whoa. Um. Are we just gonna go past this?"
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The book has me wrapped up in its questions and feelings, but this is in spite of Roth's commitment to being a "man's writer" or whatever.
Secondo appuntamento con Roth, dopo Pastorale Americana.
Storia differente, mondi diametralmente opposti eppure eccole lì di nuovo, senza tanto chiasso né esserne protagoniste, delle tematiche che mi toccano incredibilmente da vicino.
Lo sappiamo, uno scrittore è spesso tanto più apprezzato, tanto più entra in empatia con il lettore. Ma le corde che lui tocca con me (anche con voi?) sono così particolari, sottili, inusuali, da spiazzarti. Non te le aspetti.
Non si sta parlando dell’amicizia, dell’amore, della gioventù, della morte. Cioè, anche. Tratta ovviamente soprattutto di quei temi; ma quello che mi spiazza è che Roth si mette a un soffio dal mio volto scrivendo di cose per cui non mi sentirei compresa da nessun altro. Cose che a malapena dico a chi è vicino a me, perché reputo prive di valore, non condivisibili, non generalizzabili.
Per la me futura, le appunto: il confronto generazionale fra l’avvocato e Coleman, e sempre Coleman e Delphine Roux. Come questi percepisse i due giovani, così padroni della situazione e diretti al proprio scopo, senza mediare, sembrando arroganti – per quanto possano nutrire molti dubbi e avere una particolare sensibilità.
La frustrazione dell’irrisolto, lo smarrimento nel trovarsi faccia a faccia con personalità dubbie, e non sapere come inquadrarle, non riuscire a dare una spiegazione razionale a certe azioni. Sentirsi confuso come il giornalista, che non riesce a ricostruire perché Coleman non sia mai venuto allo scoperto, mai, negli anni.
L’inappagamento di non poter raggiungere la verità, non poter mai arrivare a comprendere le volontà di una persona appena morta.
Anche stavolta la lettura ha avuto momenti di lentezza, ma non per questo si trova al di sotto di altri volumi acchiappa-nottate. Apprezzo la sua scrittura, ho apprezzato la storia, apprezzo cosa dice e come lo dice, non vedo l’ora di leggerne altri suoi.
Storia differente, mondi diametralmente opposti eppure eccole lì di nuovo, senza tanto chiasso né esserne protagoniste, delle tematiche che mi toccano incredibilmente da vicino.
Lo sappiamo, uno scrittore è spesso tanto più apprezzato, tanto più entra in empatia con il lettore. Ma le corde che lui tocca con me (anche con voi?) sono così particolari, sottili, inusuali, da spiazzarti. Non te le aspetti.
Non si sta parlando dell’amicizia, dell’amore, della gioventù, della morte. Cioè, anche. Tratta ovviamente soprattutto di quei temi; ma quello che mi spiazza è che Roth si mette a un soffio dal mio volto scrivendo di cose per cui non mi sentirei compresa da nessun altro. Cose che a malapena dico a chi è vicino a me, perché reputo prive di valore, non condivisibili, non generalizzabili.
Per la me futura, le appunto: il confronto generazionale fra l’avvocato e Coleman, e sempre Coleman e Delphine Roux. Come questi percepisse i due giovani, così padroni della situazione e diretti al proprio scopo, senza mediare, sembrando arroganti – per quanto possano nutrire molti dubbi e avere una particolare sensibilità.
La frustrazione dell’irrisolto, lo smarrimento nel trovarsi faccia a faccia con personalità dubbie, e non sapere come inquadrarle, non riuscire a dare una spiegazione razionale a certe azioni. Sentirsi confuso come il giornalista, che non riesce a ricostruire perché Coleman non sia mai venuto allo scoperto, mai, negli anni.
L’inappagamento di non poter raggiungere la verità, non poter mai arrivare a comprendere le volontà di una persona appena morta.
Anche stavolta la lettura ha avuto momenti di lentezza, ma non per questo si trova al di sotto di altri volumi acchiappa-nottate. Apprezzo la sua scrittura, ho apprezzato la storia, apprezzo cosa dice e come lo dice, non vedo l’ora di leggerne altri suoi.
after hearing john green's librarian ass-kissing speech, in which he talks about how one particular quote from this book was central to his marriage, i felt i had to read it. that quote, and the scene it's a part of, was the best part of the book. everything else just felt all over the place - well described, but hard to connect from one character to the next.
Este libro tiene una muy buena crítica, su autor ha recibido muchas alabanzas. A mi me pareció un libro muy aburrido, demasiado largo con mucho relleno.
Nos cuenta la historia de Coleman Silk, un profesor universitario que ve su reputación y carrera destruida, porque sus comentarios, acerca de un par de estudiantes de raza negra que no asistieron a su clase, fueron etiquetados como racistas. Además de esto, nos cuenta su relación con una mujer mucho más joven que él, pobre y sin educación académica.
Los temas de la novela son interesantes, trata sobre el racismo, clasismo, lo mal que lo pasan muchos veteranos de guerra, el puritanismo americano, su mojigatería y que todo debe ser políticamente correcto. Hoy en día es muy típico que alguien sea destruido por un comentario, chiste (de mal gusto o no), o simplemente por dar su opinión (errada o no), en ese sentido el tema principal se siente muy actual. En el momento que vivimos no se refuta a nadie, en su lugar se persigue, humilla y se aplasta.
Mi problema fue con la ejecución. Roth quiso abarcar mucho, el ritmo es muy lento porque se detiene en detalles innecesarios, por ejemplo, en un momento dura páginas y páginas describiendo y hablando sobre vacas. El estilo narrativo y la escritura, tan aclamada, fue lo que no me permitió disfrutar la historia a pesar de tratar temas que si me resultan interesantes.
No lo recomiendo.
Nos cuenta la historia de Coleman Silk, un profesor universitario que ve su reputación y carrera destruida, porque sus comentarios, acerca de un par de estudiantes de raza negra que no asistieron a su clase, fueron etiquetados como racistas. Además de esto, nos cuenta su relación con una mujer mucho más joven que él, pobre y sin educación académica.
Los temas de la novela son interesantes, trata sobre el racismo, clasismo, lo mal que lo pasan muchos veteranos de guerra, el puritanismo americano, su mojigatería y que todo debe ser políticamente correcto. Hoy en día es muy típico que alguien sea destruido por un comentario, chiste (de mal gusto o no), o simplemente por dar su opinión (errada o no), en ese sentido el tema principal se siente muy actual. En el momento que vivimos no se refuta a nadie, en su lugar se persigue, humilla y se aplasta.
Mi problema fue con la ejecución. Roth quiso abarcar mucho, el ritmo es muy lento porque se detiene en detalles innecesarios, por ejemplo, en un momento dura páginas y páginas describiendo y hablando sobre vacas. El estilo narrativo y la escritura, tan aclamada, fue lo que no me permitió disfrutar la historia a pesar de tratar temas que si me resultan interesantes.
No lo recomiendo.
There's no doubt that Roth can pen a good sentence and he knows a lot of words. He is confident with metaphors and all that fancy stuff. Unfortunately the plot was just too boring.
A stubborn, old, argumentative professor gets fired for an alleged racist slur from which he refuses to back down. His big secret, which the reader discovers quite early on, is that he is a black man himself masquerading as a white man. And with his termination from college begins the downward spiral of his life. He begins an affair with a much younger woman, who ticks all the boxes for vulnerability (eg illiterate, battered) and obviously this does little to endear him to the reader. The most interesting subject in this novel for me was the ex-husband of Prof's mistress, an Vietnam vet with PTSD.
Roth has some interesting thoughts on the watering down of education and the absurd lengths people go to appear politically correct, but mostly it just feels like your dad is ranting at you. For pages and pages.
A stubborn, old, argumentative professor gets fired for an alleged racist slur from which he refuses to back down. His big secret, which the reader discovers quite early on, is that he is a black man himself masquerading as a white man. And with his termination from college begins the downward spiral of his life. He begins an affair with a much younger woman, who ticks all the boxes for vulnerability (eg illiterate, battered) and obviously this does little to endear him to the reader. The most interesting subject in this novel for me was the ex-husband of Prof's mistress, an Vietnam vet with PTSD.
Roth has some interesting thoughts on the watering down of education and the absurd lengths people go to appear politically correct, but mostly it just feels like your dad is ranting at you. For pages and pages.
Roth si concentra sulla costruzione dell'identità, arrivando a sottolineare la convinzione che gli esseri umani in ultima analisi siano inconoscibili.
Tutti sanno.
La segretezza identitaria e l’autoinvenzione, che creano continuamente i personaggi de La macchia umana, non solo ottengono comprensioni provvisorie, ma anche radicalmente opposte.
Moralismi pubblici e morbosi comportamenti privati, sullo sfondo dello scandalo di Bill Clinton, che illumina come una scenografia colorata a teatro.
1998, anno in cui l’ipocrisia si muove dal piano della storia pubblica americana a quello della sfera privata, e quanto più il primo è deformato ed elogiato, tanto più il secondo è attaccabile e fragile.
Nascondi il privato ed elogia il pubblico.
Sesso e morte, binomio spesso scritto da Roth che è l’ennesimo epilogo dell’individuo condannato dalla morale pubblica.
Roth scrive sempre la stessa storia, ma si fa beffe di noi, perché non ce ne accorgiamo.
Che maestro.
Repetitive, story dragged, characters uninteresting and not evolving
After all these pages I care much less about Coleman Silk tha I did at the beginning.
After all these pages I care much less about Coleman Silk tha I did at the beginning.
challenging
dark
emotional
funny
medium-paced
Plot or Character Driven:
Character
Strong character development:
Yes
Loveable characters:
No
Diverse cast of characters:
Complicated
Flaws of characters a main focus:
Yes