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stephthepanda's reviews
100 reviews
Due cuori in affitto by Felicia Kingsley
5.0
E' ufficiale.
Due cuori in affitto è il mio libro preferito di Felicia.
Mi ha rapita completamente.
Non mi sono mai voluta staccare dalle sue pagine ed in due giorni l'ho fatto fuori.
E' emozionante, intenso e straziante.
Non tanto per il "drama" che colpisce i due protagonisti (perché si è vero, si ritrovano sotto lo stesso tetto per una strana coincidenza) quanto per il loro passato, il loro vissuto.
Ognuno di noi ha un sogno nel cassetto.
Cosa succederebbe se quel sogno fosse diverso da quello che gli altri hanno previsto per te? Se fosse fuori da quei famosi "quattro punti"? Cosa saresti disposto a fare pur di raggiungerlo? Inseguirlo? Saresti disposto a scendere a compromessi?
Si o no?
E i nostri protagonisti risponderebbero sia "si" che "no".
Perché mentre Summer, abituata a delle regole rigide imposte dalla famiglia che non approvano il suo voler diventare una sceneggiatrice, raggiunge un compromesso con il padre (avvocato), sancendo un patto per poter inseguire il suo sogno, ovvero vivere a LA per un massimo di tre anni e poi tornare a casa se nulla fosse successo.
Blake invece, vive senza regole (si, esatto, l'opposto di Sum), scrivendo il suo romanzo in meno di un mese, a ridosso delle scadenza, rischiando sempre, ma essendo anche lui mal visto dai genitori che non accettano di avere un figlio scrittore, perché per lui avevano previsto ben altro soprattutto dato il suo QI così elevato.
E chi l'avrebbe detto che due persone così diverse, una salutista, vegetariana e amante dello yoga, e un fumatore incallito, animale della notte, un don giovanni, uno che per colazione beve "Bloody Mary", potessero invece avere così tanto in comune?
Chi l'avrebbe detto che due nemici apparentemente giurati, perché lui vede lei inizialmente come una "scrittrice fallita" e lei vede lui come uno "scrittore in piena crisi esistenziale", potessero essere uno il rifugio dell'altro?
La strada per conoscersi, esplorarsi, proteggersi, ma soprattutto amarsi?
Perché "amare è un rischio" e non solo amare gli altri, ma amare se stessi lo è!
Ed allora siete pronti a farlo?
A rischiare il tutto e per tutto?
Lasciare andare quello che non serve?
Arrendersi a questo strano e pauroso sentimento e di conseguenza viverlo?
Cavolo, si!
Smettetela di mettere in affitto i vostri cuori, perché perfino Blake che credeva che in affitto fosse meglio:
"Lasciati dare un consiglio da uno che ha il cuore in affitto da una vita: in affitto è meglio! Proprio come per le case: un tubo perde? Cazzi del proprietario. Il quartiere ti ha stufato? Traslochi in un altro il giorno dopo. Perché addossarsi più problemi del dovuto? Cuore in affitto è la soluzione migliore."
si è ricreduto!
Perché amare ti rende migliori, anzi, ci rende migliori.
Per quanto male possa fare, alle volte.
"L’ho cercata ovunque: negli armadi, nei cassetti, sotto il letto, ma non l’ho trovata. Poi ho capito che se n’è andata via con lei. La parte migliore di me se n’è andata con lei. Io invece resto con la metà peggiore, quella che non sa più pensare, che non sa più vivere, che non sa neanche più come si fa a respirare o a camminare. I libretti delle istruzioni, anche quelli ce li ha lei. L’unica cosa che so fare è lasciare passare il tempo, aspettando che noi diventiamo un ricordo. Saremo un ricordo."
E mi raccomando, preparate qualche fazzoletto, perché potrebbero servirvi!
Io li ho usati più di quanto avrei pensato.
Due cuori in affitto è il mio libro preferito di Felicia.
Mi ha rapita completamente.
Non mi sono mai voluta staccare dalle sue pagine ed in due giorni l'ho fatto fuori.
E' emozionante, intenso e straziante.
Non tanto per il "drama" che colpisce i due protagonisti (perché si è vero, si ritrovano sotto lo stesso tetto per una strana coincidenza) quanto per il loro passato, il loro vissuto.
Ognuno di noi ha un sogno nel cassetto.
Cosa succederebbe se quel sogno fosse diverso da quello che gli altri hanno previsto per te? Se fosse fuori da quei famosi "quattro punti"? Cosa saresti disposto a fare pur di raggiungerlo? Inseguirlo? Saresti disposto a scendere a compromessi?
Si o no?
E i nostri protagonisti risponderebbero sia "si" che "no".
Perché mentre Summer, abituata a delle regole rigide imposte dalla famiglia che non approvano il suo voler diventare una sceneggiatrice, raggiunge un compromesso con il padre (avvocato), sancendo un patto per poter inseguire il suo sogno, ovvero vivere a LA per un massimo di tre anni e poi tornare a casa se nulla fosse successo.
Blake invece, vive senza regole (si, esatto, l'opposto di Sum), scrivendo il suo romanzo in meno di un mese, a ridosso delle scadenza, rischiando sempre, ma essendo anche lui mal visto dai genitori che non accettano di avere un figlio scrittore, perché per lui avevano previsto ben altro soprattutto dato il suo QI così elevato.
E chi l'avrebbe detto che due persone così diverse, una salutista, vegetariana e amante dello yoga, e un fumatore incallito, animale della notte, un don giovanni, uno che per colazione beve "Bloody Mary", potessero invece avere così tanto in comune?
Chi l'avrebbe detto che due nemici apparentemente giurati, perché lui vede lei inizialmente come una "scrittrice fallita" e lei vede lui come uno "scrittore in piena crisi esistenziale", potessero essere uno il rifugio dell'altro?
La strada per conoscersi, esplorarsi, proteggersi, ma soprattutto amarsi?
Perché "amare è un rischio" e non solo amare gli altri, ma amare se stessi lo è!
Ed allora siete pronti a farlo?
A rischiare il tutto e per tutto?
Lasciare andare quello che non serve?
Arrendersi a questo strano e pauroso sentimento e di conseguenza viverlo?
Cavolo, si!
Smettetela di mettere in affitto i vostri cuori, perché perfino Blake che credeva che in affitto fosse meglio:
"Lasciati dare un consiglio da uno che ha il cuore in affitto da una vita: in affitto è meglio! Proprio come per le case: un tubo perde? Cazzi del proprietario. Il quartiere ti ha stufato? Traslochi in un altro il giorno dopo. Perché addossarsi più problemi del dovuto? Cuore in affitto è la soluzione migliore."
si è ricreduto!
Perché amare ti rende migliori, anzi, ci rende migliori.
Per quanto male possa fare, alle volte.
"L’ho cercata ovunque: negli armadi, nei cassetti, sotto il letto, ma non l’ho trovata. Poi ho capito che se n’è andata via con lei. La parte migliore di me se n’è andata con lei. Io invece resto con la metà peggiore, quella che non sa più pensare, che non sa più vivere, che non sa neanche più come si fa a respirare o a camminare. I libretti delle istruzioni, anche quelli ce li ha lei. L’unica cosa che so fare è lasciare passare il tempo, aspettando che noi diventiamo un ricordo. Saremo un ricordo."
E mi raccomando, preparate qualche fazzoletto, perché potrebbero servirvi!
Io li ho usati più di quanto avrei pensato.
Lei che divenne il sole by Shelley Parker-Chan
4.0
Ci ho messo un po' ad elaborare una recensione di questo libro.
Non perché non mi sia piaciuto, anzi.
Ma perché è stato talmente intenso da dovermi prendere un po' di tempo per elaborarlo.
Premessa:
1) E' il primo libro di una dilogia, ed infatti non vedo l'ora di leggere il seguito, quindi il finale è per forza di cose aperto e alcuni filoni di trama tendono a non concludersi (per ovvietà di cose).
2) Ho comprato questo libro perché mi dava molte vibes alla Mulan (in realtà il concept alla Mulan era un espediente narrativo per dare il via a tutta la serie di peripezie che coinvolgerà i nostri protagonisti).
3) L'ho comprato non sapendo né che la scrittrice fosse un'attivista LGBTQ, né che questo libro potesse rientrare nella categoria queer (non è una cosa negativa, per me, è stata una bellissima scoperta, soprattutto perché scoprire e affrontare la fluidità dei personaggi, insieme a loro è stata un'avventura che mi ha fatta sentire come una "proud mom" mentre si scoprivano e soprattutto, per alcuni, si accettavano).
Non vi dirò propriamente la trama, anche perché sappiamo che quella si può trovare facilmente su internet, quindi mi limiterò semplicemente a parlarvene e dirvi cosa mi è piaciuto e cosa no.
La motivazione per cui ho dato solo 4/5 stelline, non sta tanto nel fatto che è solo il primo, quanto nel fatto che non ho ancora ben chiaro l'espediente degli "spiriti" che circondano l'eunuco (mi riferirò a Ouyang con questa definizione, perché è fondamentale per comprendere il perché della sua "crisi di identità" e soprattutto l'odio che prova verso se stesso, non a caso, nelle sue camere NON ha specchi) e Zhu.
Sì, so che sono fondamentali per la questione della vendetta e del destino del primo, ma nel caso della seconda, invece apparentemente sono finalizzati solo al fatto che, il fatto che lei li veda, vuol dire che ha un mandato del cielo e che le "servono" per la peste che colpirà l'esercito di Zhu.
Fine..
Spero che nella seconda parte avranno una rilevanza maggiore, soprattutto per la loro ONNIPRESENZA (Zhu li vede da quando perde padre e fratello, li vede al monastero in una particolare "festività" dedicata a loro, li ve che circondano l'eunuco, li vede quando parla con il "predestinato" a segnare una nuova era, ecc..) nella vita dei nostri due protagonisti/antagonisti.
Per il resto, il libro mi è piaciuto molto!
Le descrizioni sono fantastiche, ti sembra di essere lì, costantemente con loro.
Soprattutto grazie ai vari POV (che non vi nego che, non essendo segnalati, all'inizio, mi avevano non poco confuso e quindi vi consiglierei carta e penna per stare al passo con loro).
Il libro è crudo, crudele, straziante, intenso, drammatico.
Sono rari i momenti di felicità, nonostante venga introdotto anche un interesse amoroso (per entrambi).
Ci sono stati dei momenti in cui, addirittura, mi sono dovuta scostare con lo sguardo dal libro perché determinate scene erano talmente tanto reali (per la loro accuratezza nelle descrizioni) che quasi mi davano il voltastomaco.
Ho sofferto con ognuno di loro.
Ho sofferto per ognuna di loro.
Sono entrata in un costante conflitto con me stessa, perché non riuscivo mai a decidere per quale schieramento avrei dovuto e/o voluto parteggiare.
E vi prego, non chiedetemelo, perché non ho ancora scelto.
Inoltre, è stato piacevolmente strano vedere i nostri protagonisti, volvere ed allo stesso tempo involvere a causa del loro destino, dei loro ruoli.
Perché per forza di cose la loro anima viene "corrotta", proprio perché molto spesso credono che "il fine giustifica i mezzi".
Ognuno vittima di questo destino, quasi diventandone ossessionati.
Ma mentre Zhu, riesce a uscirne vincitrice, perché:
- accetta il suo dualismo: donna con i suoi fidati e amati (Xu e Ma), uomo con i suoi soldati (soprattutto dopo il momento della sua "rinascita", dove grazie alla sua amata, grazie al suo fratellone, riesce finalmente ad apprezzare il suo corpo, il suo seno, ma anche ad apprezzare se stessa per quello che è, corrotta o meno);
- riesce a padroneggiare il suo destino, a tenerlo tra le sue mani (non è una casualità infatti il nome di cui lei si appropria);
L'eunuco invece, ne è vittima, perché lo subisce, arrivando a perdere la persona che più amava..
Il momento in cui la perde per sua stessa mano è SOFFERENZA allo stato puro.
Ho pianto insieme a lui.
Lui che avrebbe tanto voluto odiarlo perché:
- non lo vedeva solo come un generale (o meglio, il suo generale e quindi come un uomo), ma lo vedeva anche come una donna a causa dei suoi tratti androgini (riferimento alla scena in cui ubriaco gli dice "sei una bella donna");
- per colpa della sua vendetta, lui, che era figlio di colui che aveva sterminato la sua famiglia (e lo aveva reso "il mezzo uomo" che era), doveva essere eliminato;
- era colpevole del fatto che era l'unica persona che Ouyang amava e che a sua volta, lo amava, nonostante in maniera e intensità completamente diversa.
Sono veramente molto curiosa di vedere come si evolverà la loro storia e non vedo l'ora che l'eunuco e Zhu, si scontrino di nuovo..
Perché? Perché sicuramente la seconda, seguendo ancora il suo destino, ovvero l'eccellenza, punta a diventare imperatore e spodestare quello attuale, mentre il primo punto a farlo fuori per vendicare i suoi antenati.
Diventeranno alleati o ci sarà l'ennesimo scontro che li porterà ad una lotta all'ultimo sangue?
Perché per ora, tra di loro, c'è un pareggio, ma ci sono ancora una serie di alleanze sulla carta e carte coperte ancora sul tavolo.
Non perché non mi sia piaciuto, anzi.
Ma perché è stato talmente intenso da dovermi prendere un po' di tempo per elaborarlo.
Premessa:
1) E' il primo libro di una dilogia, ed infatti non vedo l'ora di leggere il seguito, quindi il finale è per forza di cose aperto e alcuni filoni di trama tendono a non concludersi (per ovvietà di cose).
2) Ho comprato questo libro perché mi dava molte vibes alla Mulan (in realtà il concept alla Mulan era un espediente narrativo per dare il via a tutta la serie di peripezie che coinvolgerà i nostri protagonisti).
3) L'ho comprato non sapendo né che la scrittrice fosse un'attivista LGBTQ, né che questo libro potesse rientrare nella categoria queer (non è una cosa negativa, per me, è stata una bellissima scoperta, soprattutto perché scoprire e affrontare la fluidità dei personaggi, insieme a loro è stata un'avventura che mi ha fatta sentire come una "proud mom" mentre si scoprivano e soprattutto, per alcuni, si accettavano).
Non vi dirò propriamente la trama, anche perché sappiamo che quella si può trovare facilmente su internet, quindi mi limiterò semplicemente a parlarvene e dirvi cosa mi è piaciuto e cosa no.
La motivazione per cui ho dato solo 4/5 stelline, non sta tanto nel fatto che è solo il primo, quanto nel fatto che non ho ancora ben chiaro l'espediente degli "spiriti" che circondano l'eunuco (mi riferirò a Ouyang con questa definizione, perché è fondamentale per comprendere il perché della sua "crisi di identità" e soprattutto l'odio che prova verso se stesso, non a caso, nelle sue camere NON ha specchi) e Zhu.
Sì, so che sono fondamentali per la questione della vendetta e del destino del primo, ma nel caso della seconda, invece apparentemente sono finalizzati solo al fatto che, il fatto che lei li veda, vuol dire che ha un mandato del cielo e che le "servono" per la peste che colpirà l'esercito di Zhu.
Fine..
Spero che nella seconda parte avranno una rilevanza maggiore, soprattutto per la loro ONNIPRESENZA (Zhu li vede da quando perde padre e fratello, li vede al monastero in una particolare "festività" dedicata a loro, li ve che circondano l'eunuco, li vede quando parla con il "predestinato" a segnare una nuova era, ecc..) nella vita dei nostri due protagonisti/antagonisti.
Per il resto, il libro mi è piaciuto molto!
Le descrizioni sono fantastiche, ti sembra di essere lì, costantemente con loro.
Soprattutto grazie ai vari POV (che non vi nego che, non essendo segnalati, all'inizio, mi avevano non poco confuso e quindi vi consiglierei carta e penna per stare al passo con loro).
Il libro è crudo, crudele, straziante, intenso, drammatico.
Sono rari i momenti di felicità, nonostante venga introdotto anche un interesse amoroso (per entrambi).
Ci sono stati dei momenti in cui, addirittura, mi sono dovuta scostare con lo sguardo dal libro perché determinate scene erano talmente tanto reali (per la loro accuratezza nelle descrizioni) che quasi mi davano il voltastomaco.
Ho sofferto con ognuno di loro.
Ho sofferto per ognuna di loro.
Sono entrata in un costante conflitto con me stessa, perché non riuscivo mai a decidere per quale schieramento avrei dovuto e/o voluto parteggiare.
E vi prego, non chiedetemelo, perché non ho ancora scelto.
Inoltre, è stato piacevolmente strano vedere i nostri protagonisti, volvere ed allo stesso tempo involvere a causa del loro destino, dei loro ruoli.
Perché per forza di cose la loro anima viene "corrotta", proprio perché molto spesso credono che "il fine giustifica i mezzi".
Ognuno vittima di questo destino, quasi diventandone ossessionati.
Ma mentre Zhu, riesce a uscirne vincitrice, perché:
- accetta il suo dualismo: donna con i suoi fidati e amati (Xu e Ma), uomo con i suoi soldati (soprattutto dopo il momento della sua "rinascita", dove grazie alla sua amata, grazie al suo fratellone, riesce finalmente ad apprezzare il suo corpo, il suo seno, ma anche ad apprezzare se stessa per quello che è, corrotta o meno);
- riesce a padroneggiare il suo destino, a tenerlo tra le sue mani (non è una casualità infatti il nome di cui lei si appropria);
L'eunuco invece, ne è vittima, perché lo subisce, arrivando a perdere la persona che più amava..
Il momento in cui la perde per sua stessa mano è SOFFERENZA allo stato puro.
Ho pianto insieme a lui.
Lui che avrebbe tanto voluto odiarlo perché:
- non lo vedeva solo come un generale (o meglio, il suo generale e quindi come un uomo), ma lo vedeva anche come una donna a causa dei suoi tratti androgini (riferimento alla scena in cui ubriaco gli dice "sei una bella donna");
- per colpa della sua vendetta, lui, che era figlio di colui che aveva sterminato la sua famiglia (e lo aveva reso "il mezzo uomo" che era), doveva essere eliminato;
- era colpevole del fatto che era l'unica persona che Ouyang amava e che a sua volta, lo amava, nonostante in maniera e intensità completamente diversa.
Sono veramente molto curiosa di vedere come si evolverà la loro storia e non vedo l'ora che l'eunuco e Zhu, si scontrino di nuovo..
Perché? Perché sicuramente la seconda, seguendo ancora il suo destino, ovvero l'eccellenza, punta a diventare imperatore e spodestare quello attuale, mentre il primo punto a farlo fuori per vendicare i suoi antenati.
Diventeranno alleati o ci sarà l'ennesimo scontro che li porterà ad una lotta all'ultimo sangue?
Perché per ora, tra di loro, c'è un pareggio, ma ci sono ancora una serie di alleanze sulla carta e carte coperte ancora sul tavolo.
A Curse So Dark and Lonely by Brigid Kemmerer
4.0
E' stata una bella scoperta.
Ammetto che quando mi ero approcciata alla lettura di questo volume, ho temuto potesse non piacermi a causa di recensioni negative precedentemente lette/sentite, ma così non è stato.
Devo fare però, allo stesso tempo, un "mea culpa".
Io AMO "La Bella e la Bestia" e di conseguenza, dato che questo ne è un retelling, con me ha vinto "oggettivamente" facile.
Quindi tenetene conto nel momento in cui decidete di approcciarvi alla sua lettura.
L'ho letto in lingua originale, è scritto veramente molto bene; soprattutto le descrizioni, per quanto intense e dettagliate, non sono mai esagerate e/o noiose.
In certi momenti mi è realmente sembrato di essere all'interno della scena e vivere, insieme ai protagonisti, non solo le emozioni, ma anche le azioni da loro compiute (SOPRATTUTTO poi nella seconda metà del libro).
Non vi nego infatti che in determinati momenti, ho quasi dovuto girare la testa per quanto fosse vivida l'immagine nella mia mente.
Mi è piaciuta molto la protagonista femminile, Harper, non solo perché ho trovato piacevolmente sorpredente il fatto che quest'ultima abbia una "disabilità", ma anche per il suo carattere.
Per quanto la nostra Harper sia coraggiosa ed impulsiva, non viene mai snaturata della sua essenza, cresce, ma rimane sempre umana, non diviene mai "invincibile" (il che tendenzialmente tende a capitare soprattutto in questo genere di romanzi).
Inoltre, mi è piaciuta molto anche l'evoluzione del protagonista maschile: Rhen (con qualche ricaduta durante il percorso, che però oggettivamente ci sta, perché è sempre contestualizzata all'avvenimento del momento, al suo passato/vissuto).
Cioè oggettivamente, tutti i personaggi all'interno della storia crescono ed evolvono, chi più chi meno (apparentemente quello che fa il percorso più piccolo è Grey, ma penso che sia anche dovuto al fatto che essendoci un seguito in cui apparentemente avrà un ruolo molto importante, probabilmente la sua evoluzione "finale" la vedremo attraverso di esso).
Se proprio devo trovare un difetto, magari può stare ne:
- la spiegazione del perché il regno sia stato maledetto (perché a tratti può essere un po' "meh")
- la risoluzione del finale (perché può sembrare un po' sbrigativa per certi versi)
{Non entro nel merito perché non voglio fare spoiler}
Ma non sono propriamente un difetto, anche perché ci sono altri due libri, quindi (a mio modesto parere) ci può stare.
C'è qualche piccolo filone di trama non concluso (quelli principali si concludono tutti), ma non è un problema perché la risoluzione la si avrà molto probabilmente nei seguiti (non a caso l'epilogo lo fa ben comprendere).
Ammetto che quando mi ero approcciata alla lettura di questo volume, ho temuto potesse non piacermi a causa di recensioni negative precedentemente lette/sentite, ma così non è stato.
Devo fare però, allo stesso tempo, un "mea culpa".
Io AMO "La Bella e la Bestia" e di conseguenza, dato che questo ne è un retelling, con me ha vinto "oggettivamente" facile.
Quindi tenetene conto nel momento in cui decidete di approcciarvi alla sua lettura.
L'ho letto in lingua originale, è scritto veramente molto bene; soprattutto le descrizioni, per quanto intense e dettagliate, non sono mai esagerate e/o noiose.
In certi momenti mi è realmente sembrato di essere all'interno della scena e vivere, insieme ai protagonisti, non solo le emozioni, ma anche le azioni da loro compiute (SOPRATTUTTO poi nella seconda metà del libro).
Non vi nego infatti che in determinati momenti, ho quasi dovuto girare la testa per quanto fosse vivida l'immagine nella mia mente.
Mi è piaciuta molto la protagonista femminile, Harper, non solo perché ho trovato piacevolmente sorpredente il fatto che quest'ultima abbia una "disabilità", ma anche per il suo carattere.
Per quanto la nostra Harper sia coraggiosa ed impulsiva, non viene mai snaturata della sua essenza, cresce, ma rimane sempre umana, non diviene mai "invincibile" (il che tendenzialmente tende a capitare soprattutto in questo genere di romanzi).
Inoltre, mi è piaciuta molto anche l'evoluzione del protagonista maschile: Rhen (con qualche ricaduta durante il percorso, che però oggettivamente ci sta, perché è sempre contestualizzata all'avvenimento del momento, al suo passato/vissuto).
Cioè oggettivamente, tutti i personaggi all'interno della storia crescono ed evolvono, chi più chi meno (apparentemente quello che fa il percorso più piccolo è Grey, ma penso che sia anche dovuto al fatto che essendoci un seguito in cui apparentemente avrà un ruolo molto importante, probabilmente la sua evoluzione "finale" la vedremo attraverso di esso).
Se proprio devo trovare un difetto, magari può stare ne:
- la spiegazione del perché il regno sia stato maledetto (perché a tratti può essere un po' "meh")
- la risoluzione del finale (perché può sembrare un po' sbrigativa per certi versi)
{Non entro nel merito perché non voglio fare spoiler}
Ma non sono propriamente un difetto, anche perché ci sono altri due libri, quindi (a mio modesto parere) ci può stare.
C'è qualche piccolo filone di trama non concluso (quelli principali si concludono tutti), ma non è un problema perché la risoluzione la si avrà molto probabilmente nei seguiti (non a caso l'epilogo lo fa ben comprendere).
The Thing About Jane Spring by Sharon Krum
4.0
L'ho riletto recentemente, perché ne avevo un bel ricordo ed ero molto curiosa di ridargli una spolverata.
Conclusione? Riconfermo il fatto che mi sia piaciuto, molto.
E' molto scorrevole, ma soprattutto divertente (cosa che non ricordavo), probabilmente anche dovuto al fatto che la nostra protagonista è una strana combinazione tra due opposti.
E' stato bello riscoprire Jane (la nostra protagonista), insieme a tutte le sue fragilità, il suo dualismo, le sue paure e la sua "confusione":
"E nonostante si sentisse disgustata da se stessa, desiderava l'amore. Lo voleva disperatamente. E non uno qualsiasi, ma quello dei vecchi film di una volta: il vero amore".
Come ho detto poco prima, mi ha fatto ridere, mi ha fatto appassionare alla storia, ma inaspettatamente mi ha fatto appassionare molto anche alla dinamica del processo che viene affrontato nella storia (sarà anche per rimasugli di curiosità causati anche dal processo Depp-Heard).
Non ricordavo alcune dinamiche in merito al "triangolo amoroso", ma ho molto apprezzato il fatto che per quanto ci sia una dinamica "amorosa" all'interno, non è propriamente su quello che verte il romanzo, bensì verte sulla (ri)scoperta di Jane (e questo processo, per quanto possa sembrare strano, lo si affronta contemporaneamente insieme a lei), con un lieto fine un po' anche alla: "Colazione da Tiffany", per intenderci.
Conclusione? Beh.. E' definitivamente entrato nella lista nei miei "comfort book"
Conclusione? Riconfermo il fatto che mi sia piaciuto, molto.
E' molto scorrevole, ma soprattutto divertente (cosa che non ricordavo), probabilmente anche dovuto al fatto che la nostra protagonista è una strana combinazione tra due opposti.
E' stato bello riscoprire Jane (la nostra protagonista), insieme a tutte le sue fragilità, il suo dualismo, le sue paure e la sua "confusione":
"E nonostante si sentisse disgustata da se stessa, desiderava l'amore. Lo voleva disperatamente. E non uno qualsiasi, ma quello dei vecchi film di una volta: il vero amore".
Come ho detto poco prima, mi ha fatto ridere, mi ha fatto appassionare alla storia, ma inaspettatamente mi ha fatto appassionare molto anche alla dinamica del processo che viene affrontato nella storia (sarà anche per rimasugli di curiosità causati anche dal processo Depp-Heard).
Non ricordavo alcune dinamiche in merito al "triangolo amoroso", ma ho molto apprezzato il fatto che per quanto ci sia una dinamica "amorosa" all'interno, non è propriamente su quello che verte il romanzo, bensì verte sulla (ri)scoperta di Jane (e questo processo, per quanto possa sembrare strano, lo si affronta contemporaneamente insieme a lei), con un lieto fine un po' anche alla: "Colazione da Tiffany", per intenderci.
Conclusione? Beh.. E' definitivamente entrato nella lista nei miei "comfort book"
Il duca e io by Julia Quinn
3.0
Parto dal presupposto che mi ha fatto super strano leggerlo, dopo aver visto (appasionatamente) la serie, perché ovviamente ci sono delle differenze.
Non tantissime, però è anche ovvio che in determinati momenti mi sono ritrovata a commentare "ah ma questo non è così nella serie", durante la lettura.
Ma a parte questo..
Mi è piaciuto? Sì!
E' oggettivamente una lettura leggera e scorrevole, ma questo non implica che non sia anche intensa.
Perché soprattutto il blocco centrale, ti fa vivere una serie di emozioni che ti lasciano attaccat* alle pagine del libro.
Esempio? Il momento del duello, il momento in cui Daphne scopre il perché delle scelte di Simon, il non volere piuttosto che il non potere.
Devo ammettere, infatti, che quel blocco è stato distruttivo per certi versi, sono spesso stata quasi sull'orlo del pianto, soprattutto perché è "crudo", le scelte dei nostri protagonisti sono crudeli, e i loro atteggiamenti (condivisibili o meno) lo sono, in certi momenti fanno venire i brividi.
Però, allo stesso tempo è stato molto divertente, le interazioni dei fratelli sono veramente iconiche, Daphne, Anthony, Colin e Benedict sono veramente buffi insieme, soprattutto quando lo scopo dei tre baldi giovini, è quello di proteggere la loro "sorellina".
Mi sono resa conto, però, della "mancanza" dell'altra metà della famiglia, il che non è una cosa negativa, ma sicuramente strana (abituata a vederli interagire di più all'interno della serie Netflix). Anche se, non vi devo negare, che per certi versi, forse è una scelta furba ed intelligente da parte dell'autrice perché ho percepito come se, qualche volta, avesse difficoltà a gestire sulla scena così tanti personaggi.
Detto ciò, però, sono molto curiosa infatti di leggere il secondo, non ve lo nego.
Non tantissime, però è anche ovvio che in determinati momenti mi sono ritrovata a commentare "ah ma questo non è così nella serie", durante la lettura.
Ma a parte questo..
Mi è piaciuto? Sì!
E' oggettivamente una lettura leggera e scorrevole, ma questo non implica che non sia anche intensa.
Perché soprattutto il blocco centrale, ti fa vivere una serie di emozioni che ti lasciano attaccat* alle pagine del libro.
Esempio? Il momento del duello, il momento in cui Daphne scopre il perché delle scelte di Simon, il non volere piuttosto che il non potere.
Devo ammettere, infatti, che quel blocco è stato distruttivo per certi versi, sono spesso stata quasi sull'orlo del pianto, soprattutto perché è "crudo", le scelte dei nostri protagonisti sono crudeli, e i loro atteggiamenti (condivisibili o meno) lo sono, in certi momenti fanno venire i brividi.
Però, allo stesso tempo è stato molto divertente, le interazioni dei fratelli sono veramente iconiche, Daphne, Anthony, Colin e Benedict sono veramente buffi insieme, soprattutto quando lo scopo dei tre baldi giovini, è quello di proteggere la loro "sorellina".
Mi sono resa conto, però, della "mancanza" dell'altra metà della famiglia, il che non è una cosa negativa, ma sicuramente strana (abituata a vederli interagire di più all'interno della serie Netflix). Anche se, non vi devo negare, che per certi versi, forse è una scelta furba ed intelligente da parte dell'autrice perché ho percepito come se, qualche volta, avesse difficoltà a gestire sulla scena così tanti personaggi.
Detto ciò, però, sono molto curiosa infatti di leggere il secondo, non ve lo nego.